Zanidatamab

Anticorpo bispecifico diretto contro HER2 (anticorpo monoclonale)

Zanidatamab è un anticorpo bispecifico IgG1 umanizzato che si lega a due siti diversi del recettore HER2. Blocca la segnalazione di HER2, riduce la quantità di recettore sulla superficie cellulare e innesca l'uccisione immuno-mediata delle cellule tumorali che esprimono HER2. Nell'UE è autorizzato, in monoterapia, per adulti con carcinoma delle vie biliari HER2-positivo (IHC3+) non resecabile, localmente avanzato o metastatico, che hanno già ricevuto almeno una linea di terapia sistemica; l'autorizzazione all'immissione in commercio è condizionata e il medicinale è un medicinale orfano. Viene somministrato da un operatore sanitario come infusione endovenosa di 20 mg/kg ogni 2 settimane, dopo premedicazione per ridurre le reazioni correlate all'infusione. Gli effetti indesiderati più comuni sono diarrea, reazioni correlate all'infusione, affaticamento, anemia ed eruzione cutanea, e le avvertenze riguardano anche la ridotta funzione ventricolare sinistra, la pneumonite e il danno al feto.

Disponibile con i seguenti nomi commerciali

Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:

  • Ziihera ®

I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.

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Domande frequenti

Zanidatamab: a cosa serve?

Zanidatamab è un anticorpo bispecifico IgG1 umanizzato che si lega a due siti diversi del recettore HER2.

Zanidatamab: è necessaria una prescrizione?

Sì. Zanidatamab è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Zanidatamab: come deve essere conservato?

Conservare Zanidatamab a 2–8 °C; non congelare, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Soluzione ricostituita: usare immediatamente; in caso contrario, non oltre 4 ore a 18–24 °C o a 2–8 °C. Soluzione diluita: usare immediatamente; in caso contrario, non oltre 12 ore a 18–24 °C o 24 ore a 2–8 °C, conteggiate dalla ricostituzione.

Zanidatamab: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

Sì. Zanidatamab deve essere mantenuto a 2–8 °C; non congelare, pertanto viene spedito in imballaggi isolanti con elementi refrigeranti dimensionati per l'intero tempo di transito, in modo da mantenere la catena del freddo ininterrotta dalla partenza alla consegna.

Zanidatamab: con quali nomi commerciali viene venduto?

Zanidatamab è commercializzato come Ziihera, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.

Zanidatamab: quali dosaggi sono disponibili?

Zanidatamab è disponibile nei seguenti dosaggi: 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione (50 mg/ml dopo ricostituzione). Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Zanidatamab: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Zanidatamab è di 3 anni (flaconcino non aperto) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

Zanidatamab è un anticorpo bispecifico IgG1 umanizzato prodotto in cellule ovariche di criceto cinese mediante la tecnologia del DNA ricombinante. È diretto contro HER2, un recettore tirosin-chinasico che, una volta attivato, attiva vie di segnalazione intracellulari (come la via delle MAPK) che controllano la proliferazione cellulare, la differenziazione e la morte cellulare. L’alterazione della funzione di HER2 contribuisce a diversi tumori, compreso il carcinoma delle vie biliari.

Meccanismo d’azione

  • Doppio legame a HER2: zanidatamab si lega contemporaneamente ai domini extracellulari 2 e 4 di HER2, su due molecole di HER2 distinte (legame in trans).
  • Blocco della segnalazione: la segnalazione di HER2 dipende dalla formazione di dimeri da parte del recettore; occupando due siti distinti, zanidatamab impedisce la dimerizzazione di HER2.
  • Internalizzazione: il legame porta all’internalizzazione del recettore e quindi a una minore quantità di HER2 sulla superficie cellulare.
  • Attività effettrice immunitaria: zanidatamab induce citotossicità dipendente dal complemento, citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente e fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente. Insieme agli effetti sopra descritti, questi meccanismi inibiscono la crescita tumorale e causano la morte delle cellule tumorali.
  • Stato di HER2: in uno studio di fase 2 l’anticorpo è risultato più efficace nei pazienti HER2-positivi che in quelli HER2-negativi, e l’indicazione nell’UE è limitata ai tumori con punteggio 3+ all’immunoistochimica.
  • Immunogenicità: gli anticorpi anti-farmaco sono stati rilevati raramente (1,2%; 1 su 85 pazienti valutabili nello studio 203). Non è stato osservato alcun effetto sulla farmacocinetica, sull’efficacia o sulla sicurezza, ma i dati sono limitati.
  • Elettrofisiologia cardiaca: nessun effetto sull’intervallo QTc e nessuna relazione tra esposizione e variazione del QTc.

Farmacocinetica

  • Assorbimento: somministrato per infusione endovenosa, raggiunge quindi direttamente la circolazione. La cinetica non è lineare tra 5 e 30 mg/kg, con una clearance più rapida a basse dosi: dopo la prima dose la Cmax aumenta in proporzione alla dose, mentre l’esposizione totale aumenta più che proporzionalmente. Con 20 mg/kg ogni 2 settimane nel carcinoma delle vie biliari (studio 203), la Cmax media geometrica è stata di 455 µg/ml dopo la prima dose e di 600 µg/ml allo stato stazionario (ciclo 4 o successivo), con concentrazioni di valle di 68,3 e 178 µg/ml e aree sotto la curva nell’intervallo di somministrazione di 2.280 e 3.980 giorni·µg/ml. Il rapporto di accumulo della concentrazione di valle è di circa 2,4.
  • Distribuzione: l’eliminazione dalla circolazione è bifasica. Nell’analisi di popolazione per il carcinoma delle vie biliari, il volume tipico del compartimento centrale è di 3,22 l e quello del compartimento periferico di 3,20 l.
  • Metabolismo: probabilmente degradato attraverso vie cataboliche in peptidi più piccoli e amminoacidi. Essendo un anticorpo, non è previsto che influenzi gli enzimi del citocromo P450.
  • Eliminazione: clearance tipica di 0,0110 l/h ed emivita di circa 19 giorni allo stato stazionario. Con somministrazioni ripetute, lo stato stazionario viene raggiunto in circa 3,2 mesi (cinque emivite).
  • Popolazioni speciali: l’analisi di popolazione non ha rilevato differenze clinicamente significative in base all’età (da 24 a 88 anni), al sesso, all’etnia (bianca, nera, asiatica) o al peso corporeo (da 35,4 a 128 kg), né nell’insufficienza renale lieve o moderata (eGFR da 30 a 89 ml/min) o nell’insufficienza epatica lieve. La farmacocinetica nell’insufficienza renale grave, nella malattia renale allo stadio terminale e nell’insufficienza epatica moderata o grave non è nota; poiché gli anticorpi IgG non sono eliminati principalmente dal rene o dal fegato, non si prevede che modifiche della funzione renale o epatica alterino l’esposizione.

Indicazioni

Ziihera è stato autorizzato nell’UE a giugno 2025 con un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata (concessa sulla base di dati meno completi del solito, con ulteriori dati da fornire) ed è un medicinale orfano.

  • Carcinoma delle vie biliari (BTC): come monoterapia per adulti con carcinoma delle vie biliari HER2-positivo (IHC3+) non resecabile, localmente avanzato o metastatico, precedentemente trattati con almeno una precedente linea di terapia sistemica.
  • Selezione dei pazienti: il tumore deve avere uno stato HER2-positivo documentato, definito da un punteggio 3+ all’immunoistochimica (IHC), valutato con un dispositivo medico diagnostico in vitro con marchio CE e con la corrispondente destinazione d’uso. Se non è disponibile un dispositivo con marchio CE, deve essere utilizzato un altro test validato.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità a zanidatamab o a uno qualsiasi degli eccipienti (vedere Composizione).

Effetti indesiderati

Il profilo di sicurezza deriva da 233 pazienti che hanno ricevuto 20 mg/kg in monoterapia in due studi a braccio singolo; il 39% è stato trattato per 6 mesi o più e il 17% per più di un anno. Reazioni avverse gravi si sono verificate nell’8,2% dei pazienti, più spesso diarrea (1,7%) e affaticamento (1,3%). Le reazioni più comuni sono state diarrea (48,5%), reazione correlata all’infusione (30,5%), affaticamento (26,2%), anemia (21,9%) ed eruzione cutanea (21,5%).

Molto comuni (≥1/10): anemia, riduzione dell’appetito, diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, aumento dell’alanina aminotransferasi (ALT), aumento dell’aspartato aminotransferasi (AST), eruzione cutanea, affaticamento, reazione correlata all’infusione.

Comuni (≥1/100, <1/10): riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): pneumonite.

Nella tabella dell’RCP, il dolore addominale comprende il dolore addominale superiore; l’eruzione cutanea comprende dermatite acneiforme, eruzione maculo-papulare, eruzione cutanea pruriginosa e orticaria; l’affaticamento comprende astenia e malessere.

Reazioni importanti descritte nell’RCP (popolazione aggregata di 233 pazienti):

  • Diarrea: 48,5%; di grado 3 nel 5,2%, nessun caso di grado 4 o 5. Tempo mediano alla prima insorgenza 10 giorni, alla risoluzione 3 giorni. La dose è stata ridotta nell’1,3% e sospesa o ritardata nel 2,6%; nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa di questa reazione.
  • Reazioni correlate all’infusione: 30,5%; di grado 3 nello 0,4%. Insorgenza e risoluzione mediane in 1 giorno. L’infusione è stata interrotta nel 25,3% e il trattamento sospeso nello 0,4%.
  • Disfunzione ventricolare sinistra: 12 eventi di riduzione della frazione di eiezione in 10 pazienti (4,3%), uno considerato grave; di grado 3 nell’1,3%. Insorgenza mediana a 171 giorni, risoluzione mediana a 27 giorni. La dose è stata ridotta in 1 paziente, sospesa o ritardata in 5 e interrotta in 2.
  • Anemia ed enzimi epatici: anemia 21,9% (grado 3 nel 9,9%, grado 4 nello 0,4%); ALT aumentata 12,4% (grado 3 nell’1,7%, grado 4 nello 0,4%) e AST aumentata 11,6% (grado 3 nell’1,3%, grado 4 nello 0,9%).
  • Pneumonite: segnalata nello 0,4% dei pazienti.

Interazioni farmacologiche

Non sono stati condotti studi clinici dedicati sulle interazioni farmacologiche con zanidatamab e l’RCP non indica alcun medicinale specifico che interagisca.

  • Citocromo P450: essendo un anticorpo, non è previsto che zanidatamab influenzi gli enzimi del citocromo P450.
  • Altri medicinali: non è noto che zanidatamab agisca su meccanismi legati alle citochine pro-infiammatorie, quindi non è previsto che modifichi la farmacocinetica dei medicinali assunti contemporaneamente.

Somministrazione e posologia

Il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento del carcinoma delle vie biliari. Ziihera viene somministrato da un operatore sanitario qualificato, con attrezzature di rianimazione adeguate disponibili. Viene somministrato solo come infusione endovenosa e non deve essere somministrato come iniezione endovenosa rapida né come iniezione rapida in bolo singolo. Prima del trattamento deve essere dimostrato che il tumore è HER2-positivo (IHC 3+) con un dispositivo medico diagnostico in vitro con marchio CE o, se non ne è disponibile uno, con un altro test validato.

Dose raccomandata

  • 20 mg/kg come infusione endovenosa ogni 2 settimane (ogni 14 giorni), fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
  • Premedicazione: da 30 a 60 minuti prima di ogni infusione si raccomandano un corticosteroide, un antistaminico e un antipiretico per prevenire le reazioni correlate all’infusione.
  • Durata dell’infusione: la prima e la seconda infusione durano 120–150 minuti; la terza e la quarta 90 minuti e le successive 60 minuti, in ogni caso se le infusioni precedenti sono state ben tollerate.
  • Preparazione: la polvere viene ricostituita e poi diluita; la soluzione diluita deve avere una concentrazione finale da 0,4 a 6 mg/ml. L’RCP (sezione 6.6) riporta le fasi di preparazione.

Modifiche della dose

  • Disfunzione ventricolare sinistra: la funzione ventricolare sinistra viene valutata prima del trattamento e a intervalli regolari. Se la LVEF diminuisce di almeno 16 punti percentuali assoluti rispetto al basale, oppure scende al di sotto del 50% con una diminuzione assoluta di almeno 10 punti percentuali rispetto al basale, il trattamento viene sospeso per almeno 4 settimane e la LVEF viene ricontrollata entro 4 settimane. Il trattamento può essere ripreso entro 4-8 settimane se la LVEF è tornata entro i limiti normali e la diminuzione assoluta rispetto al basale è pari o inferiore a 15 punti percentuali; in caso contrario viene interrotto definitivamente.
  • Reazioni correlate all’infusione, grado 1 (lieve): ridurre la velocità di infusione del 50%. Le infusioni successive iniziano alla velocità ridotta e possono essere accelerate gradualmente, se tollerate.
  • Grado 2 (moderato): sospendere immediatamente l’infusione e trattare; riprendere al 50% della velocità precedente quando i sintomi si sono risolti. Le infusioni successive possono essere accelerate gradualmente, se tollerate.
  • Grado 3 (grave): sospendere immediatamente l’infusione e trattare tempestivamente; riprendere alla dose programmata successiva al 50% della velocità precedente quando i sintomi si sono risolti. Interrompere definitivamente se i sintomi di grado 3 si ripresentano.
  • Grado 4 (pericolo di vita): sospendere immediatamente l’infusione, trattare tempestivamente e interrompere definitivamente.
  • Pneumonite: interrompere definitivamente in caso di pneumonite confermata di grado 2 o superiore.

Popolazioni speciali

  • Compromissione renale: nessun aggiustamento nella compromissione lieve o moderata (eGFR da 30 a 89 ml/min). Non è stato valutato nella compromissione grave o nella malattia renale allo stadio terminale, con o senza dialisi, ma poiché i processi renali hanno un ruolo minore nella clearance, non è raccomandato alcun aggiustamento.
  • Compromissione epatica: nessun aggiustamento nella compromissione lieve. Non è stato valutato nella compromissione moderata o grave, ma poiché i processi epatici hanno un ruolo minore nella clearance, non è raccomandato alcun aggiustamento.
  • Anziani: nessun aggiustamento a 65 anni e oltre.
  • Bambini e adolescenti: i pazienti di età inferiore a 18 anni non sono stati inclusi negli studi; la sicurezza, l’efficacia e la farmacocinetica non sono state stabilite.

Dose dimenticata

Somministrare la dose programmata il prima possibile e modificare il programma in modo da mantenere un intervallo di 2 settimane tra le dosi.

Avvertenze speciali

Tracciabilità

Per garantire la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere registrati chiaramente.

Tossicità embrio-fetale e contraccezione

Zanidatamab può causare danni al feto quando somministrato a una donna in gravidanza. Dopo la commercializzazione, per altri anticorpi diretti contro HER2 usati in gravidanza è stato segnalato oligoidramnios, che si è manifestato con ipoplasia polmonare, anomalie scheletriche e morte neonatale. Prima dell’inizio del trattamento è necessario un test di gravidanza, le pazienti devono evitare di iniziare una gravidanza durante il trattamento e le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo l’ultima dose.

Disfunzione ventricolare sinistra

Una riduzione della LVEF è stata segnalata con i medicinali che bloccano HER2, incluso zanidatamab. La LVEF deve essere valutata mediante ecocardiogramma o scansione MUGA prima del trattamento e a intervalli regolari, e il trattamento viene interrotto come indicato in Modifiche della dose. Zanidatamab non è stato studiato in pazienti con una LVEF pre-trattamento inferiore al 50%, un infarto miocardico o un’angina instabile nei 6 mesi precedenti, livelli di troponina compatibili con infarto miocardico o una malattia cardiaca clinicamente significativa come un’aritmia ventricolare che richiede trattamento, un’ipertensione non controllata o qualsiasi anamnesi di insufficienza cardiaca congestizia sintomatica.

Reazioni correlate all’infusione

Le reazioni correlate all’infusione sono molto comuni. La premedicazione viene somministrata prima di ogni dose, i pazienti sono monitorati durante l’infusione e successivamente secondo indicazione clinica, e devono essere disponibili per l’uso immediato i medicinali e le attrezzature di emergenza per trattare queste reazioni.

Pneumonite

La pneumonite è stata segnalata con i medicinali che bloccano HER2, incluso Ziihera (0,4% di 233 pazienti trattati con 20 mg/kg in monoterapia). I pazienti sono monitorati per segni e sintomi e il trattamento viene interrotto definitivamente in caso di pneumonite confermata di grado 2 o superiore.

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Gravidanza: non raccomandato durante la gravidanza né nelle donne in età fertile che non usano un metodo contraccettivo. Non esistono dati sull’uomo o sull’animale relativi all’uso in gravidanza. Le donne che hanno ricevuto zanidatamab durante la gravidanza, o nei 4 mesi precedenti il concepimento, devono essere monitorate per oligoidramnios; se si verifica, devono essere eseguiti accertamenti fetali adeguati all’età gestazionale e agli standard di cura locali.
  • Allattamento: non è noto se zanidatamab passi nel latte materno né quale effetto abbia sul lattante o sulla produzione di latte. Si decide se interrompere l’allattamento o il trattamento, valutando il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio del trattamento per la donna e tenendo conto del periodo di washout di 4 mesi.
  • Fertilità: non sono stati condotti studi sulla fertilità.

Eccipienti: sodio e polisorbato 20

Ogni dose contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio, quindi è essenzialmente priva di sodio. Ogni flaconcino contiene 0,63 mg di polisorbato 20 (0,105 mg/ml), che può causare reazioni allergiche.

Effetto sulla guida

Zanidatamab ha un’influenza minore sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari. È stato segnalato affaticamento, pertanto i pazienti devono prestare attenzione quando guidano o usano macchinari.

Condizioni di conservazione

Conservare i flaconcini non aperti in frigorifero a 2–8 °C. Non congelare. La catena del freddo deve essere mantenuta durante il trasporto e la manipolazione. Il flaconcino è un flaconcino di vetro di tipo I da 20 ml con tappo in clorobutile e ghiera flip-off; le confezioni contengono 1 o 2 flaconcini e non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate. Per le soluzioni ricostituita e diluita, vedere Durata di conservazione.

Durata di conservazione

  • Flaconcino non aperto: 3 anni.
  • Soluzione ricostituita: la stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per un massimo di 6 ore a temperatura ambiente (18–24 °C) e per un massimo di 24 ore a 2–8 °C. Da un punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di ricostituzione non escluda il rischio di contaminazione microbica, deve essere usata immediatamente; in caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare le 4 ore a temperatura ambiente o in frigorifero.
  • Soluzione diluita: la stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per un massimo di 24 ore a temperatura ambiente (18–24 °C) e a 2–8 °C. Da un punto di vista microbiologico, deve essere usata immediatamente; in caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare le 12 ore a temperatura ambiente o le 24 ore in frigorifero a 2–8 °C. Questi tempi decorrono dal momento della ricostituzione.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo su prescrizione medica (Rx): un medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa. Il trattamento viene iniziato da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento del carcinoma delle vie biliari. Ziihera è un’infusione endovenosa somministrata da un operatore sanitario qualificato, pertanto viene fornito all’ospedale o alla clinica che lo somministra, in condizioni di catena del freddo (2–8 °C).

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Avviso importante

Le informazioni fornite su questo sito web sono esclusivamente a scopo informativo ed educativo generale e non costituiscono consigli medici, diagnosi o raccomandazioni terapeutiche. Queste informazioni non intendono sostituire la consultazione con un professionista sanitario qualificato. Consultate sempre il vostro medico, farmacista o altro operatore sanitario qualificato per qualsiasi domanda relativa a una condizione medica o a un farmaco. Non ignorate mai i consigli medici professionali e non rimandate la loro richiesta a causa di informazioni reperite su questo sito. La disponibilità dei prodotti, le indicazioni approvate e le informazioni di prescrizione possono variare da Paese a Paese. Molti farmaci elencati richiedono una prescrizione valida; quando è richiesta una prescrizione, essa deve essere valida nel Paese di destinazione e i prodotti devono essere utilizzati sotto controllo medico. Non procuriamo, spediamo né elenchiamo sostanze stupefacenti soggette alla legge austriaca sugli stupefacenti (Suchtmittelgesetz, SMG) o a regolamenti internazionali equivalenti.

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Fonte delle informazioni

Le informazioni su questo prodotto si basano su:

DrugBank — Zanidatamab (DB15471); EMA SmPC — Ziihera

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