Vandetanib

Inibitore della tirosin-chinasi (VEGFR, EGFR e RET)

Vandetanib è un inibitore orale della tirosin-chinasi a piccola molecola che blocca VEGFR-2, EGFR e RET ed è anche un inibitore submicromolare di VEGFR-3. Nell'UE è autorizzato per il carcinoma midollare della tiroide aggressivo e sintomatico con mutazione di RET (Rearranged during Transfection) in pazienti con malattia non resecabile, localmente avanzata o metastatica, in adulti, bambini e adolescenti di età pari o superiore a 5 anni. La presenza di una mutazione di RET deve essere determinata con un test validato prima del trattamento, che viene avviato e supervisionato da un medico esperto nel carcinoma midollare della tiroide, nei medicinali antitumorali e nella valutazione dell'ECG. La dose per gli adulti è di 300 mg una volta al giorno, con o senza cibo. Vandetanib prolunga l'intervallo QTc, per cui sono necessari il monitoraggio dell'ECG e quello degli elettroliti ematici, e al paziente viene consegnata una scheda di allerta per il paziente a ogni prescrizione.

Disponibile con i seguenti nomi commerciali

Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:

  • Caprelsa ®

I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.

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Domande frequenti

Vandetanib: a cosa serve?

Vandetanib è un inibitore orale della tirosin-chinasi a piccola molecola che blocca VEGFR-2, EGFR e RET ed è anche un inibitore submicromolare di VEGFR-3.

Vandetanib: è necessaria una prescrizione?

Sì. Vandetanib è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Vandetanib: come deve essere conservato?

Conservare Vandetanib a Non conservare a temperatura superiore a 30 °C, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.

Vandetanib: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

No. Vandetanib è stabile a Non conservare a temperatura superiore a 30 °C, pertanto è sufficiente un imballaggio protettivo standard; durante il trasporto viene comunque protetto da calore e umidità.

Vandetanib: con quali nomi commerciali viene venduto?

Vandetanib è commercializzato come Caprelsa, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.

Vandetanib: quali dosaggi sono disponibili?

Vandetanib è disponibile nei seguenti dosaggi: Compresse rivestite con film da 100 mg, Compresse rivestite con film da 300 mg. Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Vandetanib: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Vandetanib è di 4 anni se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

Vandetanib è un potente inibitore di diverse tirosin-chinasi recettoriali coinvolte nella crescita tumorale e nella formazione dei vasi sanguigni: il recettore 2 del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGFR-2, noto anche come KDR), il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e RET. È inoltre un inibitore submicromolare di VEGFR-3. Il meccanismo d’azione preciso nel carcinoma midollare della tiroide (MTC) localmente avanzato o metastatico non è noto.

Meccanismo d’azione

  • Inibizione di VEGFR: in modelli in vitro di angiogenesi, vandetanib inibisce la migrazione, la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule endoteliali stimolate da VEGF e la formazione di nuovi vasi sanguigni.
  • Inibizione di EGFR: blocca la tirosin-chinasi del recettore di EGF stimolata da EGF nelle cellule tumorali e nelle cellule endoteliali, e inibisce in vitro la proliferazione e la sopravvivenza cellulari dipendenti da EGFR.
  • Inibizione di RET: inibisce RET wild-type e la maggior parte delle forme mutate e attivate di RET, e inibisce in modo significativo la proliferazione delle linee cellulari di MTC in vitro.
  • In vivo: in modelli di xenotrapianto nel topo ha ridotto l’angiogenesi indotta dal tumore, la permeabilità dei vasi tumorali e la densità dei microvasi tumorali, e ha inibito la crescita tumorale, compresa quella degli xenotrapianti di MTC.
  • Elettrofisiologia cardiaca: vandetanib causa un prolungamento dell’intervallo QTc dipendente dalla concentrazione (vedere Avvertenze speciali).

Farmacocinetica

  • Assorbimento: lento; le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte in una mediana di 6 ore (intervallo 4–10 ore). Vandetanib si accumula di circa 8 volte con la somministrazione ripetuta, e lo stato stazionario viene raggiunto dopo circa 2 mesi. Il cibo non influisce sull’esposizione.
  • Distribuzione: si lega all’albumina sierica umana e alla glicoproteina acida alfa-1; il legame alle proteine è di circa il 90% in vitro (media del 93,7% in campioni di plasma di pazienti allo stato stazionario). Il volume di distribuzione è di circa 7.450 l.
  • Metabolismo: vandetanib immodificato e i metaboliti vandetanib N-ossido e N-desmetil vandetanib si trovano nel plasma, nelle urine e nelle feci; un coniugato glucuronide è un metabolita minore presente solo negli escreti. L’N-desmetil-vandetanib è prodotto principalmente da CYP3A4 e l’N-ossido dalle monoossigenasi contenenti flavina (FMO1 e FMO3). Circolano a circa l’11% e l’1,4% della concentrazione di vandetanib.
  • Eliminazione: la clearance è di circa 13,2 l/h e l’emivita plasmatica di circa 19 giorni. In 21 giorni dopo una singola dose radiomarcata è stato recuperato circa il 69%: il 44% nelle feci e il 25% nelle urine. L’escrezione è lenta.
  • Popolazioni speciali: nei volontari, l’esposizione è aumentata fino a 1,5, 1,6 e 2 volte nella compromissione renale lieve, moderata e grave. La compromissione epatica non ha influito sull’esposizione dopo una singola dose, ma i dati nei pazienti con bilirubina sierica superiore a 1,5 volte il limite superiore della norma sono limitati.

Indicazioni

  • Carcinoma midollare della tiroide: carcinoma midollare della tiroide (MTC) aggressivo e sintomatico con mutazione di RET (Rearranged during Transfection) in pazienti con malattia non resecabile, localmente avanzata o metastatica.
  • Autorizzato in adulti, bambini e adolescenti di età pari o superiore a 5 anni.
  • La presenza di una mutazione di RET deve essere determinata con un test validato prima del trattamento, perché l’attività è considerata insufficiente nei pazienti senza una mutazione di RET identificata.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Sindrome del QTc lungo congenita.
  • Intervallo QTc superiore a 480 ms.
  • Uso concomitante con medicinali noti per prolungare anch’essi l’intervallo QTc e/o indurre torsades de pointes: arsenico, cisapride, eritromicina per via endovenosa (EV), toremifene, mizolastina, moxifloxacina e antiaritmici di classe IA e III.
  • Allattamento.

Effetti indesiderati

Le reazioni segnalate più comunemente sono diarrea, eruzione cutanea, nausea, ipertensione e cefalea. Le frequenze riportate di seguito derivano da studi clinici in pazienti con MTC e da segnalazioni successive alla commercializzazione.

Molto comuni (≥1/10): rinofaringite, bronchite, infezioni delle vie respiratorie superiori, infezioni delle vie urinarie, appetito ridotto, ipocalcemia, insonnia, depressione, cefalea, parestesia, disestesia, capogiri, visione offuscata, alterazione strutturale della cornea (inclusi depositi corneali e opacità corneale), prolungamento del QTc all’ECG, ipertensione, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, dispepsia, reazioni di fotosensibilità, eruzione cutanea e altre reazioni cutanee (inclusi acne, cute secca, dermatite e prurito), disturbi delle unghie, proteinuria, nefrolitiasi, astenia, affaticamento, dolore, edema.

Comuni (≥1/100, <1/10): polmonite, sepsi, influenza, cistite, sinusite, laringite, follicolite, foruncolo, infezione fungina, pielonefrite, ipotiroidismo, ipokaliemia, ipercalcemia, iperglicemia, disidratazione, iponatriemia, ansia, tremore, letargia, perdita di coscienza, disturbi dell’equilibrio, disgeusia, compromissione della vista, visione di aloni, fotopsia, glaucoma, congiuntivite, secchezza oculare, cheratopatia, crisi ipertensiva, condizioni cerebrovascolari ischemiche, epistassi, emottisi, pneumonite, colite, secchezza delle fauci, stomatite, disfagia, stipsi, gastrite, emorragia gastrointestinale, colelitiasi, sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, alopecia, disuria, ematuria, insufficienza renale, pollachiuria, urgenza minzionale, piressia, aumento di ALT e AST, calo ponderale, aumento della creatinina ematica.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): appendicite, infezione stafilococcica, diverticolite, cellulite, ascesso della parete addominale, malnutrizione, convulsioni, clono, edema cerebrale, cataratta, disturbi dell’accomodazione, insufficienza cardiaca, insufficienza cardiaca acuta, disturbi della frequenza e del ritmo cardiaco, disturbi della conduzione cardiaca, aritmia ventricolare e arresto cardiaco, insufficienza respiratoria, polmonite da aspirazione, pancreatite, peritonite, ileo, perforazione intestinale, incontinenza fecale, dermatite bollosa, cromaturia, anuria, alterata guarigione delle ferite, aumento dell’emoglobina, aumento dell’amilasi sierica.

Non nota: aneurismi e dissezioni arteriose, sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, osteonecrosi (inclusa osteonecrosi della mandibola).

Il prolungamento del QTc è la principale reazione grave: a 300 mg al giorno, un QTc superiore a 500 ms è stato osservato nell’11% dei pazienti in uno studio di fase III, e torsades de pointes e tachicardia ventricolare sono state segnalate non comunemente. Altre reazioni gravi comprendono insufficienza cardiaca, reazioni cutanee gravi (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica), malattia polmonare interstiziale, emorragia intracranica, crisi ipertensiva, insufficienza renale e osteonecrosi.

Interazioni farmacologiche

  • Medicinali che prolungano l’intervallo QTc: vandetanib prolunga l’intervallo QTc, quindi l’associazione con altri medicinali che prolungano il QTc è controindicata o non raccomandata. Controindicati: cisapride, eritromicina per via endovenosa, toremifene, mizolastina, moxifloxacina, arsenico e antiaritmici di classe IA e III. Non raccomandati: metadone, aloperidolo, amisulpride, clorpromazina, sulpiride, zuclopentixolo, alofantrina, pentamidina e lumefantrina. Se non esiste un’alternativa adeguata, un’associazione non raccomandata può essere utilizzata con un monitoraggio ECG aggiuntivo dell’intervallo QTc, la valutazione degli elettroliti e ulteriori controlli all’insorgenza o al peggioramento della diarrea.
  • Ondansetron: con vandetanib ha avuto scarso effetto sui livelli di vandetanib, ma un piccolo effetto additivo di circa 10 ms sul prolungamento del QTc. L’associazione non è raccomandata; se si somministra ondansetron, occorre monitorare più attentamente gli elettroliti sierici e l’ECG e gestire in modo aggressivo qualsiasi anomalia.
  • Metformina (substrato di OCT2): vandetanib inibisce OCT2. L’esposizione alla metformina (AUC) è aumentata del 74% e il suo picco del 50%, mentre la sua clearance renale è diminuita del 52%. Si raccomanda un monitoraggio clinico e/o di laboratorio, e può essere necessaria una dose inferiore di metformina.
  • Digossina (substrato di P-gp): l’AUC della digossina è aumentata del 23% e il picco del 29%. L’effetto bradicardizzante della digossina può inoltre aumentare il rischio di prolungamento del QTc e di torsades de pointes. Si raccomanda un monitoraggio clinico (ad esempio ECG) e/o di laboratorio, e può essere necessaria una dose inferiore di digossina.
  • Altri substrati di P-gp: si raccomanda un monitoraggio clinico con medicinali come dabigatran.
  • Forti induttori di CYP3A4: la rifampicina ha ridotto l’esposizione a vandetanib del 40%. I forti induttori di CYP3A4 (come rifampicina, erba di San Giovanni, carbamazepina e fenobarbital) devono essere evitati.
  • Inibitori di CYP3A4 e medicinali che riducono l’acidità: itraconazolo, potente inibitore di CYP3A4, non ha avuto un effetto clinicamente significativo sull’esposizione a vandetanib. Omeprazolo ha ridotto il picco del 15% senza modificare l’AUC, e ranitidina non ha avuto alcun effetto, quindi non è necessario alcun aggiustamento della dose con nessuno dei due.
  • Antagonisti della vitamina K: a causa dell’elevata variabilità della risposta anticoagulante nei pazienti oncologici, si raccomanda un monitoraggio più frequente dell’INR se si utilizza un antagonista della vitamina K.
  • Cibo: vandetanib può essere assunto con o senza cibo. Il succo di pompelmo inibisce CYP3A4 ed è talvolta sconsigliato, ma nello studio descritto nell’RCP itraconazolo, potente inibitore di CYP3A4, non ha avuto un effetto clinicamente significativo sull’esposizione a vandetanib.

Somministrazione e posologia

Il trattamento deve essere avviato e supervisionato da un medico esperto nel trattamento dell’MTC e nell’uso di medicinali antitumorali, ed esperto nella valutazione dell’elettrocardiogramma (ECG). La presenza di una mutazione di RET deve essere determinata con un test validato prima dell’inizio del trattamento; ove possibile, i campioni di tessuto dovrebbero essere prelevati all’inizio del trattamento anziché alla diagnosi. Vandetanib si assume per via orale.

Dose raccomandata negli adulti

  • 300 mg una volta al giorno, con o senza cibo, circa alla stessa ora ogni giorno. Il trattamento può proseguire fino alla progressione della malattia o finché i benefici non superano più i rischi, valutando la gravità degli eventi avversi rispetto al grado di stabilizzazione clinica del tumore.
  • Aggiustamenti della dose: valutare attentamente l’intervallo QTc prima di iniziare. In caso di tossicità di grado 3 o superiore secondo i CTCAE o di prolungamento del QTc, sospendere vandetanib almeno temporaneamente e riprenderlo a una dose ridotta una volta che la tossicità si è risolta o è migliorata al grado 1 dei CTCAE. La dose di 300 mg può essere ridotta a 200 mg (due compresse da 100 mg) e poi a 100 mg, se necessario. A causa dell’emivita di 19 giorni, le reazioni avverse, incluso un intervallo QTc prolungato, possono non risolversi rapidamente, per cui il paziente deve essere monitorato in modo appropriato.

Bambini e adolescenti (da 5 a 18 anni)

Il dosaggio si basa sulla superficie corporea (BSA). I pazienti e chi li assiste devono ricevere la guida al dosaggio ed essere informati della dose corretta con la prima prescrizione e dopo ogni aggiustamento della dose. La tabella posologica dell’RCP (BSA, dose iniziale, aumento dopo 8 settimane se ben tollerato e riduzione) è la seguente:

  • BSA da 0,7 a meno di 0,9 m²: iniziare con 100 mg a giorni alterni; aumentare a 100 mg al giorno; non è indicato alcun livello inferiore.
  • BSA da 0,9 a meno di 1,2 m²: iniziare con 100 mg al giorno; aumentare allo schema di 7 giorni di 100, 200, 100, 200, 100, 200 e 100 mg; ridurre a 100 mg a giorni alterni.
  • BSA da 1,2 a meno di 1,6 m²: iniziare con lo schema di 7 giorni (100-200-100-200-100-200-100 mg); aumentare a 200 mg al giorno; ridurre a 100 mg al giorno.
  • BSA di 1,6 m² o più: iniziare con 200 mg al giorno; aumentare a 300 mg al giorno; ridurre allo schema di 7 giorni (100-200-100-200-100-200-100 mg).
  • Dosi superiori a 150 mg/m² non sono state utilizzate negli studi pediatrici. Un paziente che necessita di una riduzione della dose deve interrompere vandetanib per almeno una settimana, quindi riprenderlo alla dose ridotta quando è completamente guarito.
  • In caso di tossicità di grado 3 o superiore secondo i CTCAE o di prolungamento del QTc, sospendere almeno temporaneamente e riprendere alla dose ridotta quando la tossicità si è risolta o è migliorata al grado 1. Un paziente che assume una dose aumentata riprende con la dose iniziale. Se si verifica un altro evento di questo tipo, sospendere temporaneamente e riprendere alla dose ridotta; se si verifica un ulteriore evento, sospendere definitivamente.
  • Vandetanib non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore a 5 anni. Non c’è esperienza nei bambini con MTC ereditario di età inferiore a 9 anni.

Popolazioni speciali

  • Anziani: nessun aggiustamento della dose iniziale; i dati clinici sono limitati nei pazienti di età superiore a 75 anni.
  • Compromissione renale (adulti): nessuna modifica della dose iniziale nella compromissione lieve. Nella compromissione moderata (clearance della creatinina da 30 a meno di 50 ml/min) la dose iniziale deve essere ridotta a 200 mg, sebbene la sicurezza e l’efficacia non siano state stabilite a 200 mg; l’intervallo QT deve essere monitorato attentamente. Non raccomandato nella compromissione grave (clearance inferiore a 30 ml/min). Bambini: nessuna esperienza; nessuna modifica nella compromissione lieve, dose ridotta della tabella pediatrica nella compromissione moderata e non raccomandato nella compromissione grave.
  • Compromissione epatica: non raccomandato negli adulti e nei bambini, perché i dati sono limitati e la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. L’RCP la definisce con una bilirubina sierica superiore a 1,5 volte il limite superiore dell’intervallo di riferimento (non applicato nella malattia di Gilbert) e con ALT, AST o ALP superiori a 2,5 volte tale limite, o superiori a 5,0 volte se il medico le ritiene correlate a metastasi epatiche. I dati farmacocinetici dei volontari suggeriscono che non vi è alcuna modifica della dose iniziale nella compromissione epatica lieve, moderata o grave.

Dose dimenticata

Assumerla non appena il paziente se ne ricorda. Se mancano meno di 12 ore alla dose successiva, non assumere la dose dimenticata. Non assumere mai una dose doppia per compensare una dose dimenticata.

Pazienti che non riescono a deglutire le compresse

Le compresse di vandetanib possono essere disperse in mezzo bicchiere di acqua potabile non gassata; non si deve utilizzare nessun altro liquido. Far cadere la compressa nell’acqua senza romperla, mescolare fino a dispersione (circa 10 minuti) e deglutire subito la dispersione. Mescolare l’eventuale residuo nel bicchiere con mezzo bicchiere di acqua e deglutire anche questo. Il liquido può essere somministrato anche attraverso un sondino nasogastrico o di gastrostomia.

Avvertenze speciali

Selezione dei pazienti

A causa dei rischi, il trattamento deve essere limitato ai pazienti che ne hanno reale necessità, cioè con un decorso sintomatico e aggressivo della malattia. La sola malattia sintomatica o la sola malattia progressiva non sono sufficienti. Le variazioni dei livelli di calcitonina (CTN) e di antigene carcinoembrionario (CEA) e del volume tumorale durante l’attesa vigile possono aiutare a individuare il momento ottimale per iniziare. Il beneficio nei pazienti con CTN inferiore a 500 pg/ml non è stato determinato, per cui l’uso in questi pazienti deve essere valutato con attenzione.

Prolungamento del QTc e torsades de pointes

  • Entità dell’effetto: vandetanib 300 mg è associato a un prolungamento sostanziale del QTc dipendente dalla concentrazione (media 28 ms, mediana 35 ms). I primi prolungamenti si sono verificati più spesso nei primi 3 mesi, ma hanno continuato a comparire in seguito, e l’emivita di 19 giorni rende la cosa particolarmente problematica. Un prolungamento del QTc oltre 500 ms è stato osservato nell’11% dei pazienti in uno studio di fase III e sembra dipendere dalla dose. Torsades de pointes e tachicardia ventricolare sono state segnalate non comunemente a 300 mg al giorno; il rischio può essere più elevato in presenza di squilibrio elettrolitico.
  • Quando non iniziare: il trattamento non deve essere iniziato nei pazienti il cui intervallo QTc all’ECG è superiore a 480 ms, e vandetanib non deve essere somministrato ai pazienti con anamnesi di torsades de pointes. Non è stato studiato nei pazienti con aritmie ventricolari o infarto miocardico recente.
  • Schema di monitoraggio: un ECG e il dosaggio sierico di potassio, calcio, magnesio e ormone tireostimolante (TSH) devono essere eseguiti al basale, a 1, 3, 6 e 12 settimane dall’inizio e poi ogni 3 mesi per almeno un anno. Lo stesso schema si applica dopo una riduzione della dose per prolungamento del QTc e dopo un’interruzione della dose di più di due settimane. ECG ed esami del sangue devono essere eseguiti anche secondo indicazione clinica, e il monitoraggio ECG frequente dell’intervallo QTc deve proseguire.
  • Elettroliti: potassio, magnesio e calcio sierici devono essere mantenuti entro l’intervallo normale. È necessario un monitoraggio aggiuntivo del QTc, degli elettroliti e della funzione renale, soprattutto in caso di diarrea, aumento della diarrea o disidratazione, squilibrio elettrolitico e/o alterazione della funzione renale.
  • Se il QTc aumenta: se il QTc aumenta in modo marcato ma rimane inferiore a 500 ms, occorre chiedere il parere di un cardiologo. Un paziente con un singolo valore di QTc di 500 ms o più deve smettere di assumere vandetanib. La somministrazione può essere ripresa a una dose ridotta una volta confermato che il QTc è tornato allo stato precedente al trattamento e che qualsiasi squilibrio elettrolitico è stato corretto.
  • Altri medicinali che prolungano il QTc: vedere Interazioni farmacologiche; il loro uso è controindicato o non raccomandato.

Linee guida per il medico e scheda di allerta per il paziente

Tutti i medici che prescrivono Caprelsa devono conoscere le informazioni per il medico e le linee guida per la gestione. Il prescrittore deve discutere con il paziente i rischi della terapia con Caprelsa. A ogni prescrizione verrà consegnata al paziente la scheda di allerta per il paziente.

Altre avvertenze

  • Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES): osservata non frequentemente con vandetanib in associazione a chemioterapia e anche con vandetanib da solo. Da considerare in qualsiasi paziente con convulsioni, cefalea, disturbi visivi, confusione o alterazione della funzione mentale; una RM cerebrale deve essere eseguita in chiunque presenti convulsioni, confusione o stato mentale alterato.
  • Reazioni cutanee gravi: sono state segnalate necrolisi epidermica tossica e sindrome di Stevens-Johnson, che possono essere pericolose per la vita o fatali. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi al momento della prescrizione e monitorati attentamente. Se si sospetta una delle due, sospendere vandetanib e inviare il paziente a un’unità specializzata; se confermata, interrompere definitivamente e considerare un trattamento alternativo. Si verificano reazioni di fotosensibilità: indossare indumenti protettivi e/o utilizzare una protezione solare al sole. Le reazioni cutanee da lievi a moderate possono essere gestite in modo sintomatico o con riduzione o interruzione della dose.
  • Diarrea: si raccomandano i comuni medicinali antidiarroici; monitorare più spesso il QTc e gli elettroliti. In caso di diarrea grave (grado 3 o 4 secondo i CTCAE), sospendere vandetanib fino al miglioramento, quindi riprendere a una dose ridotta.
  • Emorragia: usare cautela nei pazienti con metastasi cerebrali, perché è stata segnalata emorragia intracranica.
  • Insufficienza cardiaca: è stata osservata, con alcuni casi fatali, e può non essere reversibile alla sospensione. Può essere necessaria un’interruzione temporanea o definitiva.
  • Ipertensione: inclusa la crisi ipertensiva. Monitorare la pressione arteriosa; se non può essere controllata con la gestione medica, non riprendere finché non è controllata. Può essere necessaria una riduzione della dose.
  • Guarigione delle ferite: l’alterata guarigione delle ferite può verificarsi con i medicinali che inibiscono la segnalazione di VEGF. Considerare l’interruzione di vandetanib per almeno 4 settimane prima di un intervento chirurgico elettivo; la decisione di riprendere dopo un intervento chirurgico maggiore deve basarsi sul giudizio clinico di un’adeguata guarigione della ferita.
  • Osteonecrosi: sono stati segnalati casi, inclusa osteonecrosi della mandibola, alcuni in pazienti che avevano ricevuto una terapia ossea antiriassorbitiva. Un esame del cavo orale deve essere eseguito prima di iniziare e periodicamente; i pazienti devono essere consigliati sull’igiene orale. Se possibile, sospendere vandetanib almeno 4 settimane prima di interventi odontoiatrici programmati o procedure odontoiatriche invasive, in particolare con agenti come i bifosfonati, e considerare la sospensione se si verifica osteonecrosi.
  • Aneurismi e dissezioni arteriose: gli inibitori della via di VEGF possono favorirli, con o senza ipertensione. Considerare attentamente il rischio prima di iniziare nei pazienti con fattori di rischio come ipertensione o anamnesi di aneurisma.
  • Insufficienza renale: è stata segnalata; possono essere necessarie interruzioni, aggiustamenti della dose o sospensione. L’esposizione è aumentata nella compromissione renale (vedere Popolazioni speciali). Non ci sono informazioni nella malattia renale in stadio terminale che richiede dialisi.
  • Alanina aminotransferasi: gli aumenti sono comuni. La maggior parte si risolve durante il proseguimento del trattamento e altri dopo un’interruzione di 1–2 settimane; si raccomanda un monitoraggio periodico.
  • Malattia polmonare interstiziale: alcuni casi sono stati fatali. Se compaiono dispnea, tosse e febbre, interrompere vandetanib e indagare tempestivamente; interrompere definitivamente se la malattia polmonare interstiziale è confermata.
  • Induttori di CYP3A4: evitare i forti induttori (come rifampicina, erba di San Giovanni, carbamazepina e fenobarbital).
  • Bambini: tutti i bambini e gli adolescenti di uno studio pediatrico hanno mostrato una crescita lineare durante il trattamento con vandetanib, ma non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini.

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Contraccezione: le donne in età fertile e gli uomini fertili devono usare una contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno quattro mesi dopo l’ultima dose.
  • Gravidanza: i dati sono limitati. Vandetanib ha avuto effetti significativi su tutte le fasi della riproduzione femminile nei ratti. A una donna trattata durante la gravidanza, o che inizia una gravidanza durante il trattamento, devono essere comunicati il potenziale di anomalie fetali o di perdita della gravidanza. Il trattamento in una donna in gravidanza deve proseguire solo se il potenziale beneficio per la madre supera il rischio per il feto.
  • Allattamento: controindicato. Non ci sono dati nelle donne che allattano, ma vandetanib e/o i suoi metaboliti passano nel latte dei ratti.
  • Fertilità: non ci sono dati nell’uomo. Gli studi sugli animali indicano che vandetanib può compromettere la fertilità maschile e femminile. Gli effetti sulla riproduzione nei pazienti pediatrici non sono noti.

Effetto sulla guida

Non sono stati effettuati studi sull’effetto sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Sono stati segnalati affaticamento e visione offuscata, e i pazienti che presentano questi sintomi devono prestare attenzione alla guida o all’uso di macchinari.

Condizioni di conservazione

Non conservare le compresse di Caprelsa a temperatura superiore a 30 °C. Sono fornite in blister di PVC/PVDC/alluminio sigillati con foglio di alluminio, e ogni confezione contiene 30 compresse rivestite con film.

Durata di conservazione

4 anni.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo su prescrizione medica (Rx). Il trattamento viene avviato e supervisionato da un medico esperto nel trattamento dell’MTC e nell’uso di medicinali antitumorali, ed esperto nella valutazione dell’ECG. Le compresse di vandetanib si assumono a domicilio, per cui vengono fornite al paziente o alla clinica curante su prescrizione. Al paziente viene consegnata la scheda di allerta per il paziente a ogni prescrizione, e ai pazienti pediatrici e a chi li assiste viene consegnata la guida al dosaggio.

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Avviso importante

Le informazioni fornite su questo sito web sono esclusivamente a scopo informativo ed educativo generale e non costituiscono consigli medici, diagnosi o raccomandazioni terapeutiche. Queste informazioni non intendono sostituire la consultazione con un professionista sanitario qualificato. Consultate sempre il vostro medico, farmacista o altro operatore sanitario qualificato per qualsiasi domanda relativa a una condizione medica o a un farmaco. Non ignorate mai i consigli medici professionali e non rimandate la loro richiesta a causa di informazioni reperite su questo sito. La disponibilità dei prodotti, le indicazioni approvate e le informazioni di prescrizione possono variare da Paese a Paese. Molti farmaci elencati richiedono una prescrizione valida; quando è richiesta una prescrizione, essa deve essere valida nel Paese di destinazione e i prodotti devono essere utilizzati sotto controllo medico. Non procuriamo, spediamo né elenchiamo sostanze stupefacenti soggette alla legge austriaca sugli stupefacenti (Suchtmittelgesetz, SMG) o a regolamenti internazionali equivalenti.

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Fonte delle informazioni

Le informazioni su questo prodotto si basano su:

DrugBank — Vandetanib (DB05294); EMA SmPC — Caprelsa

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