Mosunetuzumab

Engager dei linfociti T bispecifico CD20/CD3 (anticorpo monoclonale)

Mosunetuzumab è un anticorpo IgG1 bispecifico umanizzato a lunghezza intera che si lega a CD20 sui linfociti B e a CD3 sui linfociti T. Avvicina un linfocita T citotossico a un linfocita B e, solo quando entrambi i bersagli sono legati contemporaneamente, il linfocita T rilascia perforina e granzimi che uccidono il linfocita B. Nell’UE è autorizzato in monoterapia per adulti con linfoma follicolare recidivante o refrattario che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie sistemiche. Viene somministrato in cicli di 21 giorni con dosi crescenti graduali nel ciclo 1, per infusione endovenosa o per iniezione sottocutanea (due formulazioni separate), per 8 cicli, o fino a 17 cicli nei pazienti con risposta parziale o malattia stabile dopo il ciclo 8. La sindrome da rilascio di citochine è il suo rischio più importante, per cui viene somministrato solo sotto la supervisione di personale qualificato nella terapia antitumorale, in un contesto in grado di gestire le reazioni gravi.

Disponibile con i seguenti nomi commerciali

Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:

  • Lunsumio ®

I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.

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Domande frequenti

Mosunetuzumab: a cosa serve?

Mosunetuzumab è un anticorpo IgG1 bispecifico umanizzato a lunghezza intera che si lega a CD20 sui linfociti B e a CD3 sui linfociti T. Avvicina un linfocita T citotossico a un linfocita B e, solo quando entrambi i bersagli sono legati contemporaneamente, il linfocita T rilascia perforina e granzimi che uccidono il linfocita B. Nell’UE è autorizzato in monoterapia per adulti con linfoma follicolare recidivante o refrattario che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie sistemiche.

Mosunetuzumab: è necessaria una prescrizione?

Sì. Mosunetuzumab è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Mosunetuzumab: come deve essere conservato?

Conservare Mosunetuzumab a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Soluzione per infusione diluita: stabilità in uso di 24 ore a 2–8 °C e di 24 ore a 9–30 °C, ma da usare immediatamente dal punto di vista microbiologico. Iniezione prelevata in una siringa: iniettare immediatamente; in caso contrario, normalmente non oltre 24 ore a 2–8 °C, a meno che non sia stata preparata in condizioni asettiche validate, nel qual caso la siringa chiusa può essere conservata fino a 28 giorni a 2–8 °C al riparo dalla luce e/o 24 ore a 9–30 °C alla luce ambiente.

Mosunetuzumab: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

Sì. Mosunetuzumab deve essere mantenuto a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, pertanto viene spedito in imballaggi isolanti con elementi refrigeranti dimensionati per l'intero tempo di transito, in modo da mantenere la catena del freddo ininterrotta dalla partenza alla consegna.

Mosunetuzumab: con quali nomi commerciali viene venduto?

Mosunetuzumab è commercializzato come Lunsumio, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.

Mosunetuzumab: quali dosaggi sono disponibili?

Mosunetuzumab è disponibile nei seguenti dosaggi: 1 mg/1 ml concentrato per soluzione per infusione, 30 mg/30 ml concentrato per soluzione per infusione, 5 mg/0,5 ml soluzione iniettabile, 45 mg/1 ml soluzione iniettabile. Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Mosunetuzumab: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Mosunetuzumab è di 3 anni (flaconcino non aperto) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

Mosunetuzumab è un anticorpo anti-CD20/CD3 umanizzato a lunghezza intera, di tipo immunoglobulina G1 (IgG1), prodotto in cellule ovariche di criceto cinese mediante la tecnologia del DNA ricombinante. Un braccio di legame riconosce CD20 sui linfociti B e l’altro riconosce CD3 sui linfociti T, per cui agisce come anticorpo bispecifico che coinvolge i linfociti T.

Meccanismo d’azione

  • Uccisione condizionata: i linfociti B vengono uccisi solo quando mosunetuzumab è legato contemporaneamente a CD20 sul linfocita B e a CD3 su un linfocita T.
  • Sinapsi immunologica: il coinvolgimento di entrambi i bracci avvicina il linfocita B bersaglio e un linfocita T citotossico in una sinapsi immunologica e attiva il linfocita T. Il linfocita T rilascia quindi perforina e granzimi attraverso la sinapsi, determinando la lisi del linfocita B.
  • Deplezione dei linfociti B: all’inizio del ciclo 2, i linfociti B (conta di CD19 inferiore a 5 cellule/µl) erano deplezionati nella maggior parte dei pazienti (95,2% per via endovenosa e 94,1% per via sottocutanea), e la deplezione si è mantenuta per tutta la durata del trattamento.
  • Aumento delle citochine: l’inizio del trattamento causa un aumento transitorio dei livelli di citochine, che può inibire gli enzimi del CYP450 (vedere Interazioni farmacologiche).

Farmacocinetica

  • Proporzionalità della dose: l’esposizione è aumentata approssimativamente in proporzione alla dose nell’intervallo studiato, da 0,05 a 60 mg. La farmacocinetica per via endovenosa è descritta da un modello a due compartimenti con clearance dipendente dal tempo.
  • Assorbimento: dopo un’infusione endovenosa la concentrazione sierica raggiunge il picco alla fine dell’infusione (Cmax media di 17,9 µg/ml alla fine della dose del giorno 1 del ciclo 2) e poi diminuisce in due fasi. Dopo l’iniezione sottocutanea l’assorbimento è lento e la biodisponibilità è elevata (superiore al 75% negli studi clinici).
  • Distribuzione: il volume di distribuzione centrale è di 5,49 l. Trattandosi di un anticorpo, non sono stati condotti studi di legame alle proteine.
  • Metabolismo: non studiato direttamente; come altre proteine terapeutiche, si prevede che venga degradato in piccoli peptidi e aminoacidi attraverso le vie cataboliche.
  • Eliminazione: la clearance media allo stato stazionario è di 1,08 l/giorno e la clearance basale di 0,584 l/giorno; l’emivita terminale allo stato stazionario è di 16,1 giorni.
  • Popolazioni speciali: l’età (da 19 a 96 anni) non ha avuto un effetto clinicamente importante sulla farmacocinetica. Per motivi farmacocinetici non si ritiene necessario alcun aggiustamento della dose in caso di compromissione renale da lieve a moderata o di compromissione epatica, sebbene la compromissione renale grave e la compromissione epatica non siano state studiate.

Indicazioni

  • Linfoma follicolare: in monoterapia per adulti con linfoma follicolare (LF) recidivante o refrattario che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie sistemiche.
  • Questa indicazione si applica sia alla formulazione endovenosa (infusione) sia a quella sottocutanea (iniezione). Non sono intercambiabili.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità a mosunetuzumab o a uno qualsiasi degli eccipienti (RCP, paragrafo 6.1).

Effetti indesiderati

Le reazioni riportate di seguito provengono dallo studio registrativo GO29781 su 357 pazienti (218 trattati con la dose endovenosa raccomandata e 139 con la dose sottocutanea raccomandata), che avevano linfoma follicolare (51,8%), linfoma diffuso a grandi cellule B (26,9%), linfoma follicolare trasformato (9,8%), linfoma a cellule mantellari (7,3%), trasformazione di Richter (3,9%) o altre istologie (0,3%). Le reazioni più comuni (≥20%) sono state sindrome da rilascio di citochine, neutropenia, eruzione cutanea e infezione delle vie respiratorie superiori. Le reazioni gravi più comuni (≥2%) sono state sindrome da rilascio di citochine (17% secondo la classificazione ASTCT), polmonite (5%), piressia (3%), sepsi (3%) e infezione delle vie respiratorie superiori (3%). Il trattamento è stato interrotto definitivamente a causa di una reazione avversa nel 5,8% dei pazienti (21/357); nei pazienti trattati con la dose endovenosa, la sindrome da rilascio di citochine è stata l’unica reazione che ha portato all’interruzione in più di un paziente (2 pazienti, 0,9%).

Molto comuni (≥1/10): infezione delle vie respiratorie superiori, neutropenia, anemia, trombocitopenia, sindrome da rilascio di citochine, ipofosfatemia, ipokaliemia, cefalea, diarrea, nausea, eruzione cutanea, prurito, cute secca, piressia, brividi.

Comuni (≥1/100, <1/10): infezione delle vie urinarie, polmonite, infezione delle vie respiratorie inferiori, sepsi, flare tumorale, neutropenia febbrile, ipomagnesiemia, capogiro, sindrome di neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS), esfoliazione cutanea, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): linfoistiocitosi emofagocitica, sindrome da lisi tumorale.

La sindrome da rilascio di citochine, l’ICANS, le infezioni gravi e talvolta fatali, la linfoistiocitosi emofagocitica (compresi casi fatali), il flare tumorale e la sindrome da lisi tumorale sono le reazioni gravi più importanti (vedere Avvertenze speciali).

Interazioni farmacologiche

Non sono stati condotti studi di interazione.

  • Substrati del CYP450 con indice terapeutico ristretto (per esempio warfarin, voriconazolo, ciclosporina): l’aumento transitorio delle citochine all’inizio del trattamento può inibire gli enzimi del CYP450, per cui non si può escludere un effetto transitorio clinicamente rilevante. Valutare il monitoraggio terapeutico all’inizio di Lunsumio e aggiustare la dose del medicinale concomitante secondo necessità.
  • Vaccini vivi e vivi attenuati: non devono essere somministrati contemporaneamente a Lunsumio; non sono stati condotti studi in pazienti che hanno ricevuto di recente vaccini vivi.

Somministrazione e posologia

Lunsumio deve essere somministrato esclusivamente sotto la supervisione di un operatore sanitario qualificato nell’uso delle terapie antitumorali, in un contesto con un adeguato supporto medico per gestire reazioni gravi come la sindrome da rilascio di citochine (CRS) e la sindrome di neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS). Il paziente deve essere ben idratato e il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere registrati.

Esistono due formulazioni, endovenosa (EV) e sottocutanea (SC) a dose fissa, e l’etichetta del prodotto deve essere controllata affinché venga somministrata quella prescritta. La formulazione EV è solo per infusione e la formulazione SC solo per iniezione sottocutanea.

Premedicazione

  • Infusione EV: tutti i pazienti nei cicli 1 e 2 e, dal ciclo 3, solo i pazienti che hanno avuto una CRS di qualsiasi grado con la dose precedente. Un corticosteroide endovenoso (preferibilmente desametasone 20 mg o metilprednisolone 80 mg) viene completato almeno 1 ora prima dell’infusione; un antistaminico (50–100 mg di difenidramina cloridrato o un antistaminico equivalente per via orale o endovenosa) viene somministrato almeno 30 minuti prima; viene somministrato anche un antipiretico (500–1.000 mg di paracetamolo).
  • Iniezione SC: tutti i pazienti nel ciclo 1 e, dal ciclo 2, solo i pazienti che hanno avuto una CRS di qualsiasi grado con la dose precedente. Viene somministrato un corticosteroide per via endovenosa o orale (preferibilmente desametasone 20 mg o metilprednisolone 80 mg); un antistaminico (50–100 mg di difenidramina cloridrato o equivalente) e un antipiretico (500–1.000 mg di paracetamolo) sono facoltativi nel ciclo 1 e successivamente.

Dose raccomandata: infusione endovenosa

Ogni ciclo dura 21 giorni.

  • Ciclo 1: giorno 1, 1 mg; giorno 8, 2 mg; giorno 15, 60 mg.
  • Ciclo 2: giorno 1, 60 mg.
  • Ciclo 3 e successivi: giorno 1, 30 mg.
  • Le infusioni del ciclo 1 durano almeno 4 ore. Se sono state ben tollerate, le infusioni successive possono durare 2 ore.
  • Il medicinale viene diluito in condizioni asettiche da un operatore sanitario e somministrato attraverso una linea di infusione dedicata senza filtro in linea (possono essere usati filtri della camera di gocciolamento). Non deve mai essere somministrato come iniezione endovenosa rapida o in bolo.

Dose raccomandata: iniezione sottocutanea

Ogni ciclo dura 21 giorni.

  • Ciclo 1: giorno 1, 5 mg; giorno 8, 45 mg; giorno 15, 45 mg.
  • Ciclo 2 e successivi: giorno 1, 45 mg.
  • L’iniezione viene effettuata nel tessuto dell’addome o della coscia. La sede viene cambiata a ogni dose e non si inietta mai in cute con tatuaggi, nei o cicatrici, né in cute arrossata, con lividi, dolente, indurita o non integra.

Durata del trattamento

  • Entrambe le formulazioni vengono somministrate per 8 cicli, a meno che il paziente non presenti tossicità inaccettabile o progressione della malattia.
  • Dopo una risposta completa non è necessario alcun trattamento oltre gli 8 cicli. Dopo una risposta parziale o una malattia stabile al ciclo 8, vengono somministrati altri 9 cicli (17 in totale), a meno che non vi siano tossicità inaccettabile o progressione della malattia.

Dosi ritardate o saltate

Per ciascuna formulazione l’RCP (tabella 3) indica l’azione da intraprendere per ogni combinazione di ultima dose somministrata e tempo trascorso da essa. I ritardi più brevi consentono generalmente di somministrare la dose successiva programmata; i ritardi più lunghi comportano la ripetizione delle precedenti dosi crescenti graduali, per esempio dopo un intervallo di oltre 2 settimane dopo la prima dose, oppure di 6 settimane o più dopo qualsiasi dose successiva. Gli intervalli esatti differiscono in base alla dose e alla formulazione, per cui occorre seguire la tabella dell’RCP, con la premedicazione da essa specificata.

Modifica della dose per tossicità

Nei pazienti con reazioni di grado 3 o 4 (per esempio infezione grave, flare tumorale o sindrome da lisi tumorale) il trattamento deve essere sospeso fino alla risoluzione dei sintomi.

Sindrome da rilascio di citochine: gestione

La CRS viene identificata in base alla presentazione clinica e classificata secondo i criteri ASTCT. Devono essere valutate e trattate altre cause di febbre, ipossia e ipotensione, come infezione o sepsi. La premedicazione può mascherare la febbre, per cui le indicazioni si applicano ogni volta che la presentazione è compatibile con una CRS. Con l’infusione, le reazioni correlate all’infusione possono essere clinicamente indistinguibili dalla CRS e vengono gestite allo stesso modo. Se la CRS non risponde alla gestione, devono essere prese in considerazione altre cause, compresa la linfoistiocitosi emofagocitica.

  • Grado 1 (febbre ≥38 °C). Infusione: se la CRS si verifica durante l’infusione, interromperla e trattare i sintomi, quindi riprendere alla stessa velocità alla risoluzione dei sintomi (interrompere quell’infusione se si ripresentano); se si verifica dopo l’infusione, trattare i sintomi. Iniezione: trattare i sintomi. Per entrambe: se la CRS dura più di 48 ore nonostante la gestione sintomatica, valutare desametasone e/o tocilizumab. Prima della dose successiva i sintomi devono essersi risolti da almeno 72 ore, con un monitoraggio più stretto (infusione) oppure valutando la premedicazione con antistaminico e antipiretico e un monitoraggio stretto (iniezione).
  • Grado 2 (febbre ≥38 °C e/o ipotensione che non richiede vasopressori e/o ipossia che richiede ossigeno a basso flusso, inferiore a 6 l/minuto, mediante cannula nasale o blow-by). Infusione: interrompere e trattare, quindi riprendere al 50% della velocità alla risoluzione dei sintomi (interrompere quell’infusione se si ripresentano). Iniezione: trattare i sintomi. Per entrambe: in assenza di miglioramento, valutare desametasone e/o tocilizumab. Prima della dose successiva i sintomi devono essersi risolti da almeno 72 ore, la premedicazione deve essere ottimizzata al massimo e il monitoraggio più frequente; per l’infusione, valutare di somministrare la successiva al 50% della velocità.
  • Grado 3 (febbre ≥38 °C e/o ipotensione che richiede un vasopressore, con o senza vasopressina, e/o ipossia che richiede ossigeno ad alto flusso, 6 l/minuto o più, mediante cannula nasale, maschera facciale, maschera con reservoir o maschera di Venturi). Trattare i sintomi e somministrare desametasone e tocilizumab (per l’infusione, interrompere l’infusione in corso se la CRS si verifica durante di essa). Se la CRS è refrattaria a desametasone e tocilizumab, somministrare immunosoppressori alternativi e metilprednisolone 1.000 mg/die per via endovenosa fino al miglioramento clinico. Prima della dose successiva i sintomi devono essersi risolti da almeno 72 ore, la premedicazione deve essere ottimizzata al massimo e il paziente deve essere ricoverato per la dose successiva; l’infusione successiva viene somministrata al 50% della velocità. Per l’iniezione, se la CRS si è verificata dopo la dose da 5 mg o da 45 mg, la dose successiva deve essere di 5 mg e il programma viene ripreso dopo la guarigione; se una CRS di grado 3 si verifica con le dosi successive, il trattamento viene interrotto definitivamente.
  • Grado 4 (febbre ≥38 °C e/o ipotensione che richiede più vasopressori, esclusa la vasopressina, e/o ipossia che richiede ossigeno a pressione positiva, come CPAP, BiPAP o intubazione e ventilazione meccanica). Interrompere definitivamente Lunsumio, trattare i sintomi e somministrare desametasone e tocilizumab; se refrattaria, somministrare immunosoppressori alternativi e metilprednisolone 1.000 mg/die per via endovenosa fino al miglioramento clinico.
  • Dosi utilizzate: desametasone 10 mg ogni 6 ore (o equivalente) fino al miglioramento clinico, per via endovenosa come formulato nell’RCP dell’infusione e per via orale nell’RCP dell’iniezione. Nello studio registrativo il tocilizumab è stato somministrato per via endovenosa a 8 mg/kg (non più di 800 mg per infusione); se non vi è miglioramento dopo la prima dose, una seconda dose può seguire almeno 8 ore dopo (al massimo 2 dosi per evento di CRS), e non devono essere somministrate più di 3 dosi di tocilizumab in qualsiasi periodo di 6 settimane di trattamento con Lunsumio.

ICANS: gestione

L’ICANS viene identificata in base alla presentazione clinica dopo aver escluso altre cause di sintomi neurologici e classificata secondo i criteri ASTCT mediante la valutazione ICE (encefalopatia associata alle cellule effettrici immunitarie).

  • Grado 1 (punteggio ICE 7–9, oppure riduzione del livello di coscienza ma il paziente si risveglia spontaneamente): sospendere Lunsumio e monitorare i sintomi neurologici fino alla risoluzione dell’ICANS (considerare il tipo di tossicità prima di sospendere); somministrare una terapia di supporto e valutare una consulenza neurologica. Valutare una singola dose di desametasone 10 mg se non si sta assumendo un altro corticosteroide, e un medicinale anticonvulsivante non sedativo (per esempio levetiracetam) per la profilassi delle crisi convulsive.
  • Grado 2 (ICE 3–6, oppure il paziente si risveglia a stimolo vocale): come per il grado 1, ma trattare con desametasone 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore, se non si sta assumendo un altro corticosteroide, fino al miglioramento al grado 1, quindi ridurre gradualmente.
  • Grado 3 (ICE 0–2, il paziente si risveglia solo a stimolo tattile, qualsiasi crisi convulsiva clinica che si risolve rapidamente, oppure edema focale o locale all’imaging cerebrale): sospendere Lunsumio fino alla risoluzione dell’ICANS, somministrare una terapia di supporto (che può includere la terapia intensiva) e desametasone come per il grado 2, e valutare la profilassi anticonvulsivante fino alla risoluzione. Valutare il beneficio e il rischio prima di riprendere; valutare l’interruzione definitiva se l’ICANS di grado 3 si ripresenta.
  • Grado 4 (ICE 0, paziente non risvegliabile o che richiede stimoli vigorosi o ripetuti, crisi convulsiva potenzialmente letale di durata superiore a 5 minuti o crisi ripetitive senza ritorno alle condizioni basali, debolezza motoria focale profonda o edema cerebrale diffuso): interrompere definitivamente Lunsumio, somministrare una terapia di supporto e desametasone come sopra (oppure valutare metilprednisolone 1.000 mg al giorno per via endovenosa per 3 giorni) e una profilassi anticonvulsivante fino alla risoluzione.

Popolazioni speciali

  • Anziani: nessun aggiustamento della dose nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni.
  • Compromissione renale: non studiata in caso di compromissione grave; non si ritiene necessario alcun aggiustamento in caso di compromissione da lieve a moderata.
  • Compromissione epatica: non studiata; non si ritiene necessario alcun aggiustamento per motivi farmacocinetici.
  • Bambini e adolescenti: la sicurezza e l’efficacia al di sotto dei 18 anni non sono state stabilite.

Avvertenze speciali

Tracciabilità

Per migliorare la tracciabilità di questo medicinale biologico, il nome commerciale e il numero di lotto di ogni dose somministrata devono essere registrati in modo chiaro.

Sindrome da rilascio di citochine: monitoraggio

Si sono verificati casi di CRS, comprese reazioni potenzialmente letali. I segni e sintomi includevano piressia, brividi, ipotensione, tachicardia, ipossia e cefalea. Gli eventi si sono verificati principalmente nel ciclo 1 e, con l’infusione, erano per lo più collegati alle dosi dei giorni 1 e 15. I pazienti ricevono la premedicazione secondo lo schema previsto per la loro formulazione (vedere Somministrazione e posologia); per l’infusione l’RCP specifica corticosteroidi, antipiretici e antistaminici almeno fino al ciclo 2. Devono essere adeguatamente idratati e monitorati per segni e sintomi di CRS, e invitati a rivolgersi immediatamente a un medico se questi compaiono in qualsiasi momento. I medici devono avviare la terapia di supporto, tocilizumab e/o corticosteroidi secondo le indicazioni.

Infezioni gravi

Si sono verificate infezioni gravi come polmonite, batteriemia, sepsi, shock settico e infezioni opportunistiche, alcune potenzialmente letali o fatali, ed è stata osservata neutropenia febbrile dopo l’infusione. Sono stati segnalati casi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) con anticorpi diretti contro CD20, compresi gli anticorpi bispecifici CD3-CD20. Lunsumio non deve essere somministrato durante un’infezione attiva e occorre cautela nei pazienti con infezioni ricorrenti o croniche (per esempio virus di Epstein-Barr attivo cronico), condizioni predisponenti o un significativo trattamento immunosoppressivo precedente. Deve essere somministrata profilassi antibatterica, antivirale e/o antifungina secondo necessità, e i pazienti devono essere monitorati per infezione prima e dopo ogni dose. La neutropenia febbrile viene valutata per escludere un’infezione e gestita con antibiotici, liquidi e terapia di supporto secondo le linee guida locali. I pazienti devono essere monitorati per tossicità neurologica nuova o in peggioramento; se i sintomi suggeriscono una PML, il trattamento viene interrotto e vengono avviate misure diagnostiche e terapeutiche, compresa la consulenza di un neurologo.

ICANS

Si sono verificati casi di ICANS grave e potenzialmente letale. Può iniziare insieme alla CRS, dopo la risoluzione della CRS o senza CRS, e la maggior parte dei casi si è verificata nel ciclo 1. Le manifestazioni riportate sono state stato confusionale, letargia, encefalopatia, livello di coscienza ridotto e compromissione della memoria. I pazienti vengono monitorati dopo ogni dose e devono rivolgersi immediatamente a un medico se compaiono sintomi in qualsiasi momento; devono fare attenzione quando guidano, vanno in bicicletta o usano macchinari pesanti o potenzialmente pericolosi, ed evitarli se presentano sintomi. Ai primi segni, gestire secondo le indicazioni sull’ICANS riportate sopra.

Linfoistiocitosi emofagocitica

Sono stati segnalati casi di HLH, compresi casi fatali. È una sindrome potenzialmente letale con febbre, epatomegalia e citopenie. La HLH deve essere presa in considerazione quando la CRS è atipica o prolungata; i pazienti vengono monitorati per i suoi segni e, se è sospettata, Lunsumio viene interrotto e la HLH trattata.

Flare tumorale e sindrome da lisi tumorale

  • Flare tumorale: sono stati segnalati versamenti pleurici nuovi o in peggioramento, dolore e gonfiore locali nelle sedi del linfoma e infiammazione tumorale, probabilmente dovuti all’afflusso di linfociti T nel tumore. Il rischio di danno da effetto massa è maggiore con tumori voluminosi vicini alle vie respiratorie o a un organo vitale, per cui i pazienti devono essere monitorati per il flare tumorale in sedi critiche.
  • Sindrome da lisi tumorale: i pazienti necessitano di un’adeguata idratazione preventiva e, secondo necessità, di una terapia anti-iperuricemica profilattica (per esempio allopurinolo o rasburicase), con monitoraggio di segni, sintomi e biochimica ematica, soprattutto in caso di elevato carico tumorale, tumori a rapida proliferazione o funzione renale ridotta.

Immunizzazione e scheda per il paziente

I vaccini vivi e vivi attenuati non devono essere somministrati contemporaneamente a Lunsumio. Il medico prescrittore deve discutere i rischi con il paziente, che riceve una scheda per il paziente che descrive i segni e sintomi comuni di CRS e ICANS e quando rivolgersi a un medico, e deve portarla con sé in ogni momento.

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Contraccezione: le donne in età fertile devono usare una contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo l’ultima dose.
  • Gravidanza: non vi sono dati nell’uomo e gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali sono insufficienti. Lunsumio non è raccomandato in gravidanza, né nelle donne in età fertile che non usano contraccezione.
  • Allattamento: non è noto se mosunetuzumab o i suoi metaboliti passino nel latte materno; non si può escludere un rischio per il lattante, per cui l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento.
  • Fertilità: nessun dato nell’uomo. In studi di 26 settimane su scimmie cynomolgus a esposizioni simili a quelle dei pazienti, non è stata osservata alcuna compromissione degli organi riproduttivi maschili o femminili.

Polisorbato 20

Il medicinale contiene polisorbato 20, che può causare reazioni allergiche: 0,6 mg per flaconcino da 1 mg e 18 mg per flaconcino da 30 mg (0,6 mg/ml) del concentrato per infusione, e 0,3 mg per flaconcino da 5 mg e 0,6 mg per flaconcino da 45 mg dell’iniezione.

Effetto sulla guida

Lunsumio ha un’influenza importante sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. A causa della possibilità di ICANS, i pazienti sono a rischio di riduzione dello stato di coscienza e devono fare attenzione quando guidano, vanno in bicicletta o usano macchinari pesanti o potenzialmente pericolosi, ed evitarli se hanno sintomi.

Condizioni di conservazione

Conservare in frigorifero a 2–8 °C. Non congelare. Tenere il flaconcino nella confezione esterna per proteggerlo dalla luce. La catena del freddo deve essere mantenuta durante il trasporto e la conservazione. Per la conservazione dopo la diluizione o dopo il prelievo della soluzione in una siringa, vedere Durata di conservazione.

Durata di conservazione

  • Flaconcino non aperto: 3 anni.
  • Soluzione diluita per infusione: la stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2–8 °C e per 24 ore a 9–30 °C. Dal punto di vista microbiologico deve essere usata immediatamente; in caso contrario i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non supererebbero le 24 ore a 2–8 °C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
  • Soluzione iniettabile in una siringa: non contiene conservanti antimicrobici e deve essere iniettata immediatamente. In caso contrario i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non supererebbero le 24 ore a 2–8 °C, a meno che non sia stata trasferita in condizioni asettiche controllate e validate; la siringa chiusa può allora essere conservata a 2–8 °C fino a 28 giorni al riparo dalla luce e/o a 9–30 °C fino a 24 ore alla luce ambiente.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo con prescrizione medica (Rx); medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (allegato II B), somministrato sotto la supervisione di un operatore sanitario qualificato nella terapia antitumorale. Lunsumio viene somministrato in ambito ospedaliero o clinico con supporto medico per la CRS e l’ICANS, per cui viene fornito all’ospedale o alla clinica che lo somministra, con consegna in catena del freddo a 2–8 °C.

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Avviso importante

Le informazioni fornite su questo sito web sono esclusivamente a scopo informativo ed educativo generale e non costituiscono consigli medici, diagnosi o raccomandazioni terapeutiche. Queste informazioni non intendono sostituire la consultazione con un professionista sanitario qualificato. Consultate sempre il vostro medico, farmacista o altro operatore sanitario qualificato per qualsiasi domanda relativa a una condizione medica o a un farmaco. Non ignorate mai i consigli medici professionali e non rimandate la loro richiesta a causa di informazioni reperite su questo sito. La disponibilità dei prodotti, le indicazioni approvate e le informazioni di prescrizione possono variare da Paese a Paese. Molti farmaci elencati richiedono una prescrizione valida; quando è richiesta una prescrizione, essa deve essere valida nel Paese di destinazione e i prodotti devono essere utilizzati sotto controllo medico. Non procuriamo, spediamo né elenchiamo sostanze stupefacenti soggette alla legge austriaca sugli stupefacenti (Suchtmittelgesetz, SMG) o a regolamenti internazionali equivalenti.

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Fonte delle informazioni

Le informazioni su questo prodotto si basano su:

DrugBank — Mosunetuzumab (DB15434); EMA SmPC — Lunsumio

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