Mogamulizumab
Anticorpo monoclonale anti-CCR4
Mogamulizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 kappa umanizzato e defucosilato che si lega al recettore 4 delle chemochine CC (CCR4), un recettore presente sulle cellule T maligne della micosi fungoide e della sindrome di Sézary, e determina la deplezione delle cellule che lo esprimono. Nell’UE è autorizzato (Poteligeo) per gli adulti con micosi fungoide (MF) o sindrome di Sézary (SS) che hanno ricevuto almeno una precedente terapia sistemica. Viene somministrato come infusione endovenosa di 1 mg/kg in almeno 60 minuti, una volta alla settimana durante il primo ciclo di 28 giorni e poi ogni due settimane, fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile, da operatori sanitari in un ambiente dotato di attrezzature per la rianimazione. Le reazioni avverse più frequenti sono le reazioni correlate all’infusione e l’eruzione cutanea da farmaco (eruzione da farmaco). I pazienti sono inoltre a maggior rischio di infezione grave e di riattivazione virale e devono essere sottoposti al test per l’epatite B prima del trattamento.
Disponibile con i seguenti nomi commerciali
Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:
- Poteligeo ®
I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.
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Domande frequenti
Mogamulizumab: a cosa serve?
Mogamulizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 kappa umanizzato e defucosilato che si lega al recettore 4 delle chemochine CC (CCR4), un recettore presente sulle cellule T maligne della micosi fungoide e della sindrome di Sézary, e determina la deplezione delle cellule che lo esprimono.
Mogamulizumab: è necessaria una prescrizione?
Sì. Mogamulizumab è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.
Mogamulizumab: come deve essere conservato?
Conservare Mogamulizumab a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Soluzione per infusione diluita: 24 ore a 25 °C alla luce ambiente; se non utilizzata immediatamente, non oltre 24 ore a 2–8 °C quando la diluizione è avvenuta in condizioni asettiche validate.
Mogamulizumab: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?
Sì. Mogamulizumab deve essere mantenuto a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, pertanto viene spedito in imballaggi isolanti con elementi refrigeranti dimensionati per l'intero tempo di transito, in modo da mantenere la catena del freddo ininterrotta dalla partenza alla consegna.
Mogamulizumab: con quali nomi commerciali viene venduto?
Mogamulizumab è commercializzato come Poteligeo, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.
Mogamulizumab: quali dosaggi sono disponibili?
Mogamulizumab è disponibile nei seguenti dosaggi: 20 mg/5 ml (4 mg/ml) concentrato per soluzione per infusione. Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.
Mogamulizumab: qual è la sua durata di conservazione?
La durata di conservazione di Mogamulizumab è di 3 anni (flaconcino non aperto) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
Informazioni mediche e linee guida
Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo
Azione farmacologica
Mogamulizumab è un’immunoglobulina IgG1 kappa umanizzata e defucosilata prodotta in cellule ovariche di criceto cinese mediante tecnologia del DNA ricombinante. Si lega selettivamente a CCR4 sulla superficie delle cellule bersaglio e ne determina la deplezione. Nella micosi fungoide e nella sindrome di Sézary, l’espressione di CCR4 è intrinseca alle cellule T maligne.
Meccanismo d’azione
- Bersaglio: CCR4 è un recettore accoppiato a proteine G per le chemochine CC, coinvolto nella migrazione dei linfociti verso vari organi, compresa la cute. È espresso sulla superficie di alcune cellule tumorali, comprese le neoplasie a cellule T come la MF e la SS.
- Deplezione cellulare: legandosi a CCR4, mogamulizumab determina la deplezione delle cellule che lo esprimono. DrugBank aggiunge che l’anticorpo può bloccare la segnalazione mediata da CCR4 e la migrazione cellulare guidata dalle chemochine, può innescare una citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente contro le cellule T CCR4-positive e determina anche la deplezione delle cellule T regolatorie, che sopprimono l’immunità antitumorale.
- Studio clinico: l’efficacia nella MF e nella SS è stata stabilita in uno studio di fase 3, multicentrico, in aperto (0761-010) su 372 adulti randomizzati 1:1 a mogamulizumab o vorinostat (186 in ciascun braccio). I pazienti in trattamento con vorinostat con progressione della malattia o tossicità inaccettabile potevano passare a mogamulizumab.
Farmacocinetica
- Analisi di popolazione: la farmacocinetica è stata valutata in adulti con leucemia-linfoma a cellule T e linfoma cutaneo a cellule T con dosi da 0,01 a 1 mg/kg; l’analisi di popolazione ha incluso 444 pazienti di sei studi. L’esposizione è aumentata in proporzione alla dose tra 0,1 e 1,0 mg/kg.
- Assorbimento: mogamulizumab viene somministrato per via endovenosa, quindi è immediatamente e completamente biodisponibile.
- Distribuzione: la media geometrica del volume di distribuzione centrale è di 3,57 l.
- Metabolismo: la via metabolica non è stata caratterizzata; come per le IgG endogene, si prevede che venga degradato da vie cataboliche in piccoli peptidi e aminoacidi.
- Eliminazione: la media geometrica della clearance è di 12,0 ml/h e l’emivita di eliminazione è di 17 giorni.
- Linearità e accumulo: la farmacocinetica è lineare da 0,01 a 1 mg/kg. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 12 settimane di somministrazione ripetuta, con un accumulo sistemico di 1,7 volte.
- Popolazioni speciali: la compromissione renale da lieve a grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min in soli 2 pazienti) non ha prodotto differenze clinicamente importanti nella clearance. La compromissione epatica lieve e moderata non richiede aggiustamenti della dose; la compromissione epatica grave non è stata studiata.
Indicazioni
- Micosi fungoide (MF) e sindrome di Sézary (SS): trattamento di pazienti adulti che hanno ricevuto almeno una precedente terapia sistemica.
Controindicazioni
- Ipersensibilità a mogamulizumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse gravi riportate più frequentemente sono state polmonite, piressia, reazione correlata all’infusione e cellulite. Le reazioni avverse riportate più frequentemente sono state la reazione correlata all’infusione e l’eruzione cutanea da farmaco (eruzione da farmaco); la maggior parte non era grave ed era di grado 1 o 2. Le reazioni severe hanno incluso l’insufficienza respiratoria di grado 4 (1,1%), e le reazioni di grado 5 sono state polimiosite e sepsi (0,5% ciascuna).
Molto comuni (≥1/10): infezioni (comprese follicolite, cellulite, candidiasi, polmonite, sepsi, infezione cutanea, otite esterna, herpes zoster, infezione cutanea stafilococcica, infezione delle vie urinarie, herpes simplex e citomegalovirus), reazione correlata all’infusione, cefalea, stipsi, diarrea, nausea, stomatite, affaticamento, edema periferico, piressia, eruzione da farmaco (compreso rash cutaneo).
Comuni (≥1/100, <1/10): anemia, neutropenia, leucopenia, trombocitopenia, ipotiroidismo, vomito, colite, infezione delle vie respiratorie superiori, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento della fosfatasi alcalina ematica, diminuzione della conta dei linfociti.
Non comuni (≥1/1.000, <1/100): epatite acuta, epatite, sindrome da lisi tumorale.
Non nota: granuloma, compreso il granuloma della cute (cuoio capelluto, regione periauricolare e tronco) e dell’osso (sterno, cranio, colonna vertebrale, coste e bacino).
Le reazioni gravi importanti sono l’eruzione cutanea da farmaco severa (sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica sono state segnalate in pazienti con linfomi a cellule T diversi da MF o SS), le reazioni correlate all’infusione, le infezioni gravi e la sindrome da lisi tumorale.
Interazioni farmacologiche
Non sono stati effettuati studi di interazione.
- Terapie immunomodulanti e altre terapie per MF/SS: l’associazione di mogamulizumab con medicinali immunomodulanti sistemici, o con altre terapie autorizzate per la MF o la SS, non è stata studiata e non è raccomandata, in considerazione del rischio di infezione grave.
- Corticosteroidi: durante il trattamento possono essere usati steroidi topici o basse dosi di corticosteroidi sistemici. Il rischio di infezione grave e di riattivazione virale può essere maggiore con gli immunosoppressori sistemici.
Somministrazione e posologia
Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da medici esperti nel trattamento del cancro e deve essere somministrato solo da operatori sanitari in un ambiente in cui siano disponibili attrezzature per la rianimazione. Mogamulizumab è solo per infusione endovenosa. Non deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare, mediante somministrazione endovenosa rapida o come bolo endovenoso. La diluizione prima della somministrazione è descritta nel paragrafo 6.6 dell’RCP.
Dose raccomandata
- Dose: 1 mg/kg come infusione endovenosa della durata di almeno 60 minuti.
- Schema: una volta alla settimana nei giorni 1, 8, 15 e 22 del primo ciclo di 28 giorni, poi ogni due settimane nei giorni 1 e 15 di ciascun ciclo successivo di 28 giorni, fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
- Premedicazione: prima della prima infusione si raccomandano un antipiretico e un antistaminico. Se si verifica una reazione all’infusione, la premedicazione viene somministrata prima delle infusioni successive.
Modifica della dose
- Eruzione cutanea da farmaco: in caso di eruzione di grado 2 o 3 (moderata o severa), il trattamento viene interrotto e l’eruzione viene trattata fino al miglioramento a grado 1 o inferiore (lieve); il trattamento può quindi essere ripreso. In caso di eruzione pericolosa per la vita (grado 4), il trattamento viene sospeso definitivamente.
- Reazioni correlate all’infusione: per le reazioni di grado da 1 a 3, l’infusione viene interrotta temporaneamente e i sintomi vengono trattati. Quando l’infusione riprende dopo la risoluzione dei sintomi, la velocità viene ridotta di almeno il 50%; se la reazione si ripresenta, valutare l’interruzione dell’infusione. In caso di reazione pericolosa per la vita (grado 4), il trattamento viene sospeso definitivamente.
Popolazioni speciali
- Anziani: nessun aggiustamento della dose.
- Compromissione renale: nessun aggiustamento della dose nella compromissione da lieve a grave (analisi farmacocinetica di popolazione).
- Compromissione epatica: nessun aggiustamento della dose nella compromissione lieve o moderata; non studiato nella compromissione grave.
- Bambini e adolescenti: la sicurezza e l’efficacia al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite; non sono disponibili dati.
Dose dimenticata
Poteligeo deve essere somministrato con uno scarto massimo di 2 giorni rispetto al giorno programmato. Se una dose viene saltata per più di 2 giorni, la dose successiva viene somministrata il prima possibile e lo schema riprende poi con dosi basate sui nuovi giorni programmati.
Avvertenze speciali
Tracciabilità
Per migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere registrati chiaramente.
Reazioni dermatologiche
Si è verificata eruzione cutanea da farmaco (eruzione da farmaco), in alcuni casi severa o grave. In pazienti con linfomi a cellule T diversi da MF o SS, reazioni cutanee gravi, tra cui sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), sono state segnalate in meno dell’1% dei pazienti negli studi clinici e dopo la commercializzazione, alcune con esito fatale. I pazienti devono essere monitorati attentamente per segni di SJS o TEN. Se si manifestano, il trattamento viene interrotto e non viene ripreso a meno che SJS o TEN siano escluse e la reazione cutanea si sia risolta a grado 1 o inferiore; viene istituita un’appropriata terapia medica.
Reazioni correlate all’infusione
Le reazioni acute correlate all’infusione sono state per lo più lievi o moderate, con alcune reazioni severe (grado 3). La maggior parte si verifica durante o subito dopo la prima infusione (tutte entro 24 ore dalla somministrazione) e l’incidenza diminuisce con i trattamenti successivi. I pazienti devono essere monitorati attentamente durante e dopo l’infusione. In caso di reazione anafilattica, mogamulizumab deve essere interrotto immediatamente e definitivamente e deve essere istituita un’appropriata terapia medica.
Infezioni
I pazienti con MF o SS trattati con mogamulizumab sono a maggior rischio di infezione grave e di riattivazione virale. Devono essere monitorati per segni e sintomi di infezione e trattati tempestivamente. I pazienti devono essere sottoposti al test per l’infezione da epatite B prima dell’inizio del trattamento; quelli risultati positivi per un’infezione da epatite B in corso o pregressa devono essere indirizzati a un medico esperto di epatite B per un parere sulle misure contro la riattivazione.
Trapianto di cellule staminali
Sono state segnalate complicanze, inclusa grave malattia del trapianto contro l’ospite, in pazienti con linfomi a cellule T diversi da MF o SS che hanno ricevuto un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche dopo mogamulizumab. Il rischio di complicanze del trapianto è maggiore se mogamulizumab viene somministrato a breve distanza (circa 50 giorni) prima del trapianto e i pazienti devono essere seguiti attentamente per rilevare precocemente eventuali segni. La sicurezza di mogamulizumab dopo trapianto autologo o allogenico non è stata studiata.
Sindrome da lisi tumorale
È stata osservata sindrome da lisi tumorale, più spesso durante il primo mese di trattamento. I pazienti con tumori a rapida proliferazione e un elevato carico tumorale sono a rischio. Gli elettroliti, l’idratazione e la funzione renale devono essere monitorati attentamente con esami di laboratorio e clinici, in particolare nel primo mese, e gestiti secondo le migliori pratiche mediche, che possono includere idratazione aggressiva, correzione delle alterazioni elettrolitiche, terapia anti-iperuricemica e terapia di supporto.
Patologie cardiache
Un caso di infarto miocardico acuto si è verificato in un paziente con MF o SS in uno studio clinico. In pazienti con altri linfomi a cellule T c’è stata una segnalazione di cardiomiopatia da stress e una di infarto miocardico acuto. I pazienti con fattori di rischio di malattia cardiaca devono essere monitorati e devono essere adottate precauzioni appropriate.
Trasformazione a grandi cellule
I dati nei pazienti con trasformazione a grandi cellule sono limitati.
Eccipienti
Il prodotto contiene meno di 1 mmol di sodio per dose, cioè è essenzialmente privo di sodio. Ogni flaconcino contiene 1 mg di polisorbato 80 (0,2 mg/ml) e i polisorbati possono causare reazioni allergiche.
Gravidanza, allattamento e fertilità
- Contraccezione: le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo.
- Gravidanza: non ci sono dati in donne in gravidanza. Mogamulizumab attraversa la barriera placentare nelle scimmie cynomolgus; a parte l’effetto farmacologico nei feti, gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla riproduzione. Per precauzione, è preferibile evitarne l’uso durante la gravidanza.
- Allattamento: non è noto se mogamulizumab passi nel latte materno. Le IgG umane sono escrete nel latte durante i primi giorni dopo la nascita e scendono subito dopo a basse concentrazioni, quindi in quel breve periodo non si può escludere un rischio per il bambino allattato al seno. In seguito Poteligeo potrebbe essere usato durante l’allattamento se clinicamente necessario.
- Fertilità: non ci sono dati clinici né studi specifici sulla fertilità negli animali. Non sono stati osservati effetti avversi sugli organi riproduttivi maschili o femminili in studi a dose ripetuta nelle scimmie cynomolgus.
Effetti sulla guida
Mogamulizumab ha un’influenza minore sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Dopo la somministrazione può manifestarsi affaticamento.
Condizioni di conservazione
Conservare i flaconcini non aperti in frigorifero a 2–8 °C. Non congelare. Tenere il flaconcino nella scatola esterna per proteggerlo dalla luce. La gestione della catena del freddo a 2–8 °C si applica durante il trasporto e la conservazione fino alla preparazione dell’infusione. Ogni flaconcino contiene 5 ml di soluzione in un flaconcino di vetro di tipo I da 10 ml con tappo di gomma, sigillo di alluminio e cappuccio flip-off in polipropilene; un flaconcino per confezione.
Durata di conservazione
- Flaconcino non aperto: 3 anni.
- Dopo l’apertura: Poteligeo non contiene conservanti; una volta aperto, deve essere diluito e infuso immediatamente.
- Infusione preparata: la stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 25 °C alla luce ambientale della stanza, incluso il tempo nella sacca per infusione durante l’infusione. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. In caso contrario, l’utilizzatore è responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione in uso, che non devono superare complessivamente 24 ore a 2–8 °C e solo se la diluizione è avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
Condizioni di dispensazione in farmacia
Solo su prescrizione medica (Rx). Poteligeo è un medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (Allegato II B). Il trattamento è iniziato e supervisionato da medici esperti nel trattamento del cancro ed è somministrato in un ambiente con attrezzature per la rianimazione, pertanto viene fornito all’ospedale o alla clinica che lo somministra, mantenendo la catena del freddo a 2–8 °C.
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Fonte delle informazioni
Le informazioni su questo prodotto si basano su:
DrugBank — Mogamulizumab (DB12498); EMA SmPC — PoteligeoUltima revisione:
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