Idrossicarbamide

Antineoplastico (inibitore della ribonucleotide reduttasi)

L’idrossicarbamide (idrossiurea) è un medicinale orale che blocca la ribonucleotide reduttasi e inibisce così la sintesi del DNA, soprattutto nelle cellule a rapida divisione; nell’anemia falciforme aumenta anche l’emoglobina fetale. Le capsule da 500 mg autorizzate a livello nazionale (Hydrea) sono indicate per le sindromi mieloproliferative (mielofibrosi, trombocitemia essenziale e policitemia vera quando i soli salassi non controllano la malattia) e per la leucemia mieloide cronica, e, insieme alla radioterapia, per il trattamento locale del carcinoma della cervice uterina e del carcinoma squamocellulare della testa e del collo. Le compresse di Siklos (adulti, adolescenti e bambini di età superiore a 2 anni) e la soluzione orale di Xromi (pazienti di età superiore a 9 mesi) sono autorizzate a livello centrale per prevenire le complicanze vaso-occlusive dell’anemia falciforme. Tutte le forme si assumono per via orale e sono dosate in base al peso corporeo. La soppressione del midollo osseo è la principale tossicità dose-limitante, per cui l’emocromo viene monitorato durante tutto il trattamento.

Disponibile con i seguenti nomi commerciali

Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:

  • Hydrea ®
  • Siklos ®
  • Xromi ®

I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.

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Domande frequenti

Idrossicarbamide: a cosa serve?

L’idrossicarbamide (idrossiurea) è un medicinale orale che blocca la ribonucleotide reduttasi e inibisce così la sintesi del DNA, soprattutto nelle cellule a rapida divisione; nell’anemia falciforme aumenta anche l’emoglobina fetale.

Idrossicarbamide: è necessaria una prescrizione?

Sì. Idrossicarbamide è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Idrossicarbamide: come deve essere conservato?

Conservare Idrossicarbamide a Soluzione orale di Xromi 2–8 °C; capsule di Hydrea non sopra 25 °C; compresse di Siklos sotto 30 °C, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Soluzione orale di Xromi: 12 settimane dopo la prima apertura; Siklos: compresse divise non utilizzate entro 3 mesi.

Idrossicarbamide: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

No. Idrossicarbamide è stabile a Soluzione orale di Xromi 2–8 °C; capsule di Hydrea non sopra 25 °C; compresse di Siklos sotto 30 °C, pertanto è sufficiente un imballaggio protettivo standard; durante il trasporto viene comunque protetto da calore e umidità.

Idrossicarbamide: con quali nomi commerciali viene venduto?

Idrossicarbamide è commercializzato come Hydrea, Siklos, Xromi, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.

Idrossicarbamide: quali dosaggi sono disponibili?

Idrossicarbamide è disponibile nei seguenti dosaggi: Capsule rigide da 500 mg (Hydrea), Compresse rivestite con film da 100 mg (Siklos), Compresse rivestite con film da 1.000 mg (Siklos), Soluzione orale (Xromi). Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Idrossicarbamide: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Idrossicarbamide è di 3 anni (Hydrea, Siklos); 2 anni (Xromi) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

L’idrossicarbamide (idrossiurea) è un medicinale antineoplastico che inibisce la sintesi del DNA bloccando la ribonucleotide reduttasi. L’effetto è più marcato nelle cellule a rapida proliferazione, il che è alla base del suo uso citoriduttivo nelle malattie mieloproliferative e nella leucemia. Nell’anemia falciforme il beneficio deriva principalmente dall’aumento dell’emoglobina fetale (HbF) e dalla riduzione della conta dei neutrofili.

Meccanismo d’azione

  • Inibizione della ribonucleotide reduttasi: causa un’inibizione immediata della sintesi del DNA senza interferire con la sintesi dell’RNA o delle proteine. Il RCP precisa che non tutti i suoi meccanismi sono completamente noti.
  • Emoglobina fetale: nell’anemia falciforme, un aumento dell’HbF interferisce con la polimerizzazione dell’emoglobina falciforme (HbS), ostacola la falcizzazione dei globuli rossi e riduce così la vaso-occlusione e l’emolisi. L’HbF prolunga inoltre la sopravvivenza dei globuli rossi, aumenta l’emoglobina totale e riduce l’anemia. È stata descritta anche la produzione di ossido nitrico, che si ritiene stimoli il GMP ciclico e la produzione di HbF.
  • Altri effetti nell’anemia falciforme: meno neutrofili, più acqua nei globuli rossi, globuli rossi falciformi più deformabili e alterata adesione dei globuli rossi all’endotelio. La riduzione dei neutrofili è risultata la più strettamente correlata alla riduzione della frequenza delle crisi.
  • Con la radioterapia: studi di laboratorio suggeriscono che l’idrossicarbamide uccide le cellule in fase S, normalmente radioresistenti, trattiene le altre cellule in fase G1, dove sono più sensibili alle radiazioni, e ostacola la riparazione delle cellule danneggiate dalle radiazioni. Il RCP di Hydrea chiede ai prescrittori di tenere presente questo effetto radiosensibilizzante.

Farmacocinetica

  • Assorbimento: rapido dopo somministrazione orale; la biodisponibilità orale è quasi completa (valutata al di fuori della sindrome falciforme). Nell’anemia falciforme, 20 mg/kg producono picchi di circa 30 mg/l dopo 0,75 ore nei bambini e 1,2 ore negli adulti, con un’esposizione nelle 24 ore di 124 mg·h/l nei bambini e negli adolescenti e di 135 mg·h/l negli adulti.
  • Distribuzione: si distribuisce rapidamente nell’organismo, penetra nel liquido cerebrospinale, nel liquido peritoneale e nell’ascite e si concentra nei leucociti e negli eritrociti. Il volume di distribuzione è prossimo all’acqua corporea totale (0,57 l/kg allo stato stazionario nell’anemia falciforme). Il legame con le proteine non è noto.
  • Metabolismo: le vie non sono completamente caratterizzate; l’urea è un metabolita. In vitro non è metabolizzato dagli enzimi del citocromo P450 del fegato umano e non è un substrato della glicoproteina P, pertanto non sono attese interazioni con i loro substrati.
  • Eliminazione: circa il 60% della dose compare nelle urine allo stato stazionario negli adulti con anemia falciforme; la clearance totale è di 9,89 l/h negli adulti e di 7,25 l/h nei bambini. L’emivita nell’anemia falciforme è di circa 6–7 ore, più lunga rispetto ad altre indicazioni.
  • Popolazioni speciali: l’escrezione renale è una via principale, pertanto la dose viene ridotta nella compromissione renale (vedere Somministrazione e posologia).

Indicazioni

Hydrea 500 mg capsule rigide (autorizzato a livello nazionale; testo del RCP spagnolo)

  • Sindromi mieloproliferative: splenomegalia mieloide/mielofibrosi (mielofibrosi idiopatica); trombocitemia essenziale; e policitemia vera quando i soli salassi non controllano la malattia.
  • Leucemia mieloide cronica e sindromi correlate: nella fase di pretrattamento, quando è necessaria una rapida riduzione della leucocitosi, e come trattamento palliativo nei casi resistenti o nei pazienti che non tollerano altre alternative terapeutiche.
  • Con la radioterapia: trattamento locale del carcinoma della cervice uterina e trattamento locale del carcinoma squamocellulare (epidermoide) primario della testa e del collo, con esclusione del labbro.

Siklos compresse rivestite con film (autorizzazione centralizzata)

  • Prevenzione delle crisi vaso-occlusive dolorose ricorrenti, compresa la sindrome toracica acuta, in adulti, adolescenti e bambini di età superiore a 2 anni con sindrome falciforme sintomatica.

Xromi soluzione orale (autorizzazione centralizzata)

  • Prevenzione delle complicanze vaso-occlusive dell’anemia falciforme in pazienti di età superiore a 9 mesi.

Controindicazioni

Capsule di Hydrea

  • Ipersensibilità all’idrossicarbamide o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Depressione del midollo osseo: leucopenia (meno di 2.500 leucociti/mm³), trombocitopenia (meno di 100.000 piastrine/mm³) o anemia grave.
  • Anamnesi di ulcere cutanee e/o ulcere vasculitiche associate a idrossicarbamide o interferone alfa, o ulcere in atto.
  • Gravidanza e allattamento (paragrafo 4.3 del RCP spagnolo; il suo paragrafo 4.6 formula l’indicazione in modo diverso, vedere Avvertenze speciali).

Compresse di Siklos

  • Ipersensibilità all’idrossicarbamide o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Grave compromissione epatica (classe C di Child-Pugh) e grave compromissione renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min).
  • Intervalli tossici di mielosoppressione come definiti al paragrafo 4.2 (vedere Somministrazione e posologia).
  • Allattamento.

Xromi soluzione orale

  • Le stesse di Siklos e, inoltre, la gravidanza e l’uso concomitante di medicinali antiretrovirali per l’infezione da HIV.

Effetti indesiderati

La soppressione del midollo osseo è la principale tossicità dose-limitante dell’idrossicarbamide, con la neutropenia che di solito compare per prima. Le frequenze differiscono tra il prodotto per le malattie mieloproliferative e i prodotti per l’anemia falciforme, pertanto ciascun RCP è riassunto separatamente.

Hydrea (malattie mieloproliferative)

Molto comuni (≥1/10): depressione del midollo osseo, leucopenia, trombocitopenia, anemia e riduzione dei linfociti CD4; anoressia; pancreatite, stomatite, nausea, vomito, diarrea e stipsi; eruzione maculopapulare, eritema facciale e periferico, ulcerazione cutanea e dermatomiosite; aumento di creatinina, urea e acido urico nel sangue; azoospermia e oligospermia; febbre, brividi, malessere e astenia.

Comuni (≥1/100, <1/10): sonnolenza e neuropatia periferica; epatotossicità, aumento degli enzimi epatici, colestasi ed epatite.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): cancro della pelle; ulcerazioni vasculitiche.

Rari (≥1/10.000, <1/1.000): gangrena; sindrome da lisi tumorale; allucinazioni e disorientamento; cefalea, capogiro e convulsioni; reazioni polmonari acute (infiltrati diffusi o fibrosi, con dispnea); disuria.

Molto rari (<1/10.000): alopecia.

Non nota: anemia emolitica; malattia polmonare interstiziale, pneumonite, alveolite (compresa l’alveolite allergica) e tosse; iperpigmentazione della cute e delle unghie, eritema, atrofia della cute e delle unghie, desquamazione, papule violacee e lupus eritematoso cutaneo; lupus eritematoso sistemico; febbre indotta dal farmaco.

L’alopecia e la maggior parte delle alterazioni della cute e delle unghie sono comparse dopo diversi anni di trattamento di mantenimento giornaliero a lungo termine. Gangrena e ulcerazioni vasculitiche sono state segnalate più spesso nei pazienti che avevano ricevuto interferone. Nei pazienti infetti da HIV trattati con idrossicarbamide insieme a medicinali antiretrovirali, in particolare didanosina più stavudina, si sono verificate pancreatite fatale e non fatale, epatotossicità e grave neuropatia periferica. La febbre indotta dal farmaco superiore a 39 °C, talvolta con sintomi gastrointestinali, polmonari, muscoloscheletrici, epatobiliari, cutanei o cardiovascolari e tale da richiedere il ricovero ospedaliero, iniziava di solito entro 6 settimane, si risolveva dopo la sospensione e ricompariva entro 24 ore dalla nuova esposizione. Con la radioterapia il RCP riporta una tabella separata di reazioni simili, diverse con frequenze più elevate (cancro della pelle, allucinazioni, convulsioni e fibrosi polmonare sono comuni; alopecia, atrofia cutanea, mucosite e dolore gastrico sono molto comuni); la mucosite e il dolore gastrico dovuti alla radioterapia possono aumentare.

Siklos (sindrome falciforme)

Molto comuni (≥1/10): depressione del midollo osseo (neutropenia inferiore a 1,5 × 10⁹/l, reticolocitopenia inferiore a 80 × 10⁹/l) e macrocitosi; oligospermia e azoospermia.

Comuni (≥1/100, <1/10): trombocitopenia (inferiore a 80 × 10⁹/l); anemia (emoglobina inferiore a 4,5 g/dl); cefalea; reazioni cutanee (pigmentazione orale, ungueale e cutanea) e mucosite orale.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): capogiro; nausea; eruzione cutanea, melanonichia e alopecia.

Rari (≥1/10.000, <1/1.000): aumento degli enzimi epatici; ulcere alle gambe.

Molto rari (<1/10.000): lupus eritematoso sistemico e cutaneo.

Non nota: leucemia e, nei pazienti anziani, cancro della pelle; deficit di cellule staminali limbari; sanguinamento; disturbi gastrointestinali, vomito, ulcera gastrointestinale e grave ipomagnesiemia; cute secca; amenorrea; febbre; aumento di peso.

Xromi (anemia falciforme)

Molto comuni (≥1/10): depressione del midollo osseo (neutropenia inferiore a 1.500/µl, reticolocitopenia inferiore a 80.000/µl) e macrocitosi; oligospermia e azoospermia.

Comuni (≥1/100, <1/10): trombocitopenia (inferiore a 80.000/µl); anemia (emoglobina inferiore a 4,5 g/dl); cefalea e capogiro; nausea e stipsi; ulcera cutanea, iperpigmentazione orale, ungueale e cutanea, cute secca e alopecia.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): stomatite, diarrea e vomito; aumento degli enzimi epatici ed epatotossicità; eruzione cutanea.

Rari (≥1/10.000, <1/1.000): ulcere alle gambe.

Molto rari (<1/10.000): lupus eritematoso sistemico e cutaneo.

Non nota: leucemia e, nei pazienti anziani, cancri della pelle; aumento di peso e carenza di vitamina D; deficit di cellule staminali limbari; sanguinamento; disturbi gastrointestinali, ulcera gastrointestinale e grave ipomagnesiemia; amenorrea; febbre.

Nell’anemia falciforme l’emocromo di solito si normalizza entro due settimane dalla sospensione del trattamento. Le alterazioni cutanee tendono a comparire dopo diversi anni di terapia di mantenimento giornaliera. La leucemia e il cancro della pelle sono rischi gravi dell’uso a lungo termine, sebbene la loro frequenza non sia nota.

Interazioni farmacologiche

Non sono stati condotti studi specifici di interazione con l’idrossicarbamide.

  • Medicinali antiretrovirali per l’HIV: sono state segnalate pancreatite ed epatotossicità potenzialmente fatali e grave neuropatia periferica, in particolare con didanosina più stavudina; con didanosina, stavudina e indinavir la riduzione mediana delle cellule CD4 è stata di circa 100/mm³. Il RCP di Hydrea consiglia di evitare l’associazione con didanosina e stavudina, e Xromi è controindicato con gli antiretrovirali per l’HIV.
  • Altri medicinali mielosoppressivi e radioterapia: aumentano la depressione del midollo osseo, i disturbi gastrointestinali e la mucosite e possono aggravare l’eritema da radiazioni. Potrebbe essere necessario modificare la dose.
  • Interferone alfa: ulcere cutanee, ulcere vasculitiche e gangrena possono comparire o peggiorare quando l’idrossicarbamide viene somministrata con esso o dopo di esso.
  • Vaccini vivi: possono aumentare la replicazione e gli effetti indesiderati del virus vaccinale e causare un’infezione grave o fatale, e le risposte anticorpali ai vaccini possono essere ridotte. Vanno evitati; il RCP di Siklos li consente solo se il beneficio supera chiaramente il rischio.
  • Citarabina: in vitro, l’idrossicarbamide ne ha aumentato marcatamente l’attività. Non è stato stabilito se ciò causi una tossicità clinica sinergica o richieda una modifica della dose di citarabina.
  • Medicinali uricosurici: l’idrossicarbamide può aumentare l’acido urico sierico, pertanto la loro dose potrebbe dover essere modificata.
  • Sensori del glucosio ed esami di laboratorio: alcuni sensori per il monitoraggio continuo del glucosio possono fornire letture falsamente elevate, con rischio di ipoglicemia se l’insulina viene dosata sulla base dei valori del sensore; anche i dosaggi di urea, acido urico e acido lattico possono risultare falsamente aumentati.
  • Liquidi: bere molti liquidi per mantenere il flusso urinario e la funzione renale.

Somministrazione e posologia

L’idrossicarbamide si assume per via orale ed è dosata in base al peso corporeo; per Hydrea si utilizza il più basso tra il peso effettivo e il peso ideale. Siklos deve essere iniziato da un medico esperto nella gestione della sindrome falciforme, e il trattamento con Xromi è supervisionato da un medico o da un altro operatore sanitario esperto nell’anemia falciforme. Le dosi riportate di seguito seguono ciascun RCP.

Capsule di Hydrea

  • Mielofibrosi: 5–15 mg/kg ogni 24 ore.
  • Trombocitemia essenziale: iniziale 25–50 mg/kg ogni 24 ore, poi mantenimento 10–20 mg/kg ogni 24 ore, adattata per controllare l’emocromo. Continuare finché la conta piastrinica e/o leucocitaria rimane controllata e non vi sono resistenza o intolleranza.
  • Policitemia vera: iniziale 15–20 mg/kg ogni 24 ore, poi mantenimento 10 mg/kg ogni 24 ore; la maggior parte dei pazienti necessita in media di 500–1.000 mg al giorno. Si raccomanda un emocromo completo ogni 6–8 settimane.
  • Leucemia mieloide cronica: iniziale 30–60 mg/kg ogni 24 ore, poi mantenimento 15–30 mg/kg ogni 24 ore.
  • Con la radioterapia (carcinoma della cervice uterina o della testa e del collo): 80 mg/kg in dose singola ogni tre giorni, iniziata almeno 7 giorni prima della radioterapia, proseguita durante questa e a tempo indeterminato dopo. Questo schema intermittente ha il vantaggio di una minore tossicità. La radioterapia viene somministrata alla dose massima appropriata per il paziente, e la dose di radiazioni normalmente non richiede aggiustamenti.
  • Durata e sospensione: sei settimane sono il periodo di prova per valutare l’effetto antineoplastico; continuare a tempo indeterminato in presenza di una risposta clinica significativa. Interrompere se i leucociti scendono sotto 2.500/mm³ o le piastrine sotto 100.000/mm³; ripetere la conta dopo tre giorni e riprendere quando i valori sono normali. Altri medicinali mielosoppressivi possono richiedere un aggiustamento della dose, e si raccomanda cautela dopo una radioterapia o chemioterapia estesa recente.
  • Modo di somministrazione: deglutire la capsula; se ciò non è possibile, il contenuto può essere disperso in un bicchiere d’acqua e assunto subito (alcuni eccipienti insolubili galleggiano in superficie). Le precauzioni per la manipolazione sono riportate nel paragrafo 6.6 del RCP.
  • Popolazioni speciali: i pazienti anziani possono essere più sensibili e avere bisogno di una dose più bassa. Nella compromissione renale la dose deve essere ridotta, con un attento monitoraggio ematico, perché l’eliminazione è principalmente renale. Per la compromissione epatica non è supportato alcun aggiustamento specifico, ma i parametri ematici sono monitorati attentamente. La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state stabilite.

Compresse di Siklos

  • Dose: iniziare con 15 mg/kg una volta al giorno; la dose abituale è 15–30 mg/kg al giorno. Finché il paziente risponde clinicamente o ematologicamente (per esempio HbF o MCV più alti, conta dei neutrofili più bassa), la dose viene mantenuta. In assenza di risposta, aumentare a passi di 2,5–5 mg/kg al giorno; 35 mg/kg al giorno possono essere giustificati in circostanze eccezionali sotto stretto monitoraggio ematologico. In assenza di risposta a 35 mg/kg al giorno nell’arco di tre–sei mesi, considerare la sospensione definitiva.
  • Conte ematiche tossiche: sospendere temporaneamente se i neutrofili scendono sotto 1.500/mm³, le piastrine sotto 80.000/mm³ o l’emoglobina sotto 4,5 g/dl, oppure i reticolociti sotto 80.000/mm³ quando l’emoglobina è inferiore a 9 g/dl. Il recupero richiede di solito circa due settimane; riprendere a una dose più bassa e aumentare di nuovo sotto stretto monitoraggio. Una dose che ha causato tossicità ematologica non deve essere riprovata più di due volte.
  • Come assumere: una volta al giorno, preferibilmente al mattino prima di colazione, con un bicchiere d’acqua o una quantità molto piccola di cibo. La compressa da 100 mg può essere divisa a metà e quella da 1.000 mg in quarti. I pazienti che non riescono a deglutire le compresse possono farle disgregare in poca acqua in un cucchiaino subito prima dell’uso; una goccia di sciroppo o un po’ di cibo possono mascherare il sapore amaro.
  • Popolazioni speciali: con una clearance della creatinina fino a 60 ml/min, ridurre la dose iniziale del 50% e monitorare attentamente il sangue; non usare sotto 30 ml/min. Non è supportato alcun aggiustamento specifico nella compromissione epatica (monitoraggio attento; controindicato se grave). Per i bambini di età inferiore a 2 anni non è possibile formulare alcuna raccomandazione sulla dose. La durata del trattamento è a discrezione del medico prescrittore.

Soluzione orale di Xromi

  • Dose: la dose iniziale abituale è 15 mg/kg al giorno, la dose di mantenimento abituale 20–25 mg/kg al giorno e la dose massima 35 mg/kg al giorno.
  • Monitoraggio: emocromo completo con formula leucocitaria e conta dei reticolociti ogni mese per i primi 2 mesi. Puntare a una conta assoluta dei neutrofili di 1.500–4.000/µl mantenendo le piastrine sopra 80.000/µl. Se si verificano neutropenia o trombocitopenia, sospendere la dose, controllare la conta ogni settimana e riprendere con 5 mg/kg al giorno in meno una volta recuperati i valori.
  • Aumento della dose (quando clinicamente giustificato): aumentare di 5 mg/kg al giorno ogni 8 settimane fino al raggiungimento di una lieve mielosoppressione, fino a 35 mg/kg al giorno, controllando la conta almeno ogni 4 settimane. Una volta individuata la dose massima tollerata, controllare la conta ogni 2–3 mesi.
  • Risposta: una risposta clinica può richiedere 3–6 mesi, pertanto è necessaria una prova di 6 mesi alla dose massima tollerata prima di sospendere per fallimento del trattamento. La mancanza di aumento di MCV o HbF non è di per sé un motivo per sospendere se il paziente risponde clinicamente.
  • Popolazioni speciali: i pazienti anziani possono essere più sensibili alla mielosoppressione e avere bisogno di una dose più bassa. Per la compromissione renale ed epatica, i bambini e il dispositivo di dosaggio, vedere il RCP di Xromi.

Avvertenze speciali

Soppressione del midollo osseo e monitoraggio ematologico

Il trattamento richiede uno stretto monitoraggio clinico, con controllo dell’emocromo e della funzionalità epatica e renale prima e a intervalli regolari durante il trattamento.

  • Hydrea: non iniziare se la funzione del midollo osseo è depressa e correggere prima l’anemia grave. La leucopenia è il segno principale e più frequente, con trombocitopenia e anemia meno spesso; il rischio è maggiore dopo una precedente radioterapia o medicinali citotossici. Il paragrafo 4.4 richiede la conta di emoglobina, leucociti e piastrine almeno una volta alla settimana. L’anemia può essere trattata senza sospendere, e il recupero dopo la sospensione è rapido.
  • Siklos: emocromo ogni mese per i primi due mesi e finché la dose arriva fino a 35 mg/kg al giorno, poi ogni 2 mesi nei pazienti stabili a dosi più basse. La neutropenia è di solito il primo segno; trombocitopenia e anemia si osservano raramente senza di essa. Sospendere se la funzione del midollo osseo è marcatamente depressa.

Ulcere cutanee, vasculite e gangrena

  • Hydrea: nelle malattie mieloproliferative si sono verificate ulcere cutanee, comprese ulcerazioni vasculitiche, e gangrena, per lo più ai piedi e alle gambe e più spesso in presenza di arteriopatia o malattia venosa. Compaiono di solito dopo più di un anno di trattamento continuo e interessano circa il 9% dei pazienti; la gangrena è molto meno comune. Se si sviluppano ulcere, l’idrossicarbamide viene sospesa e si utilizza un altro trattamento citoriduttivo. L’interferone alfa aumenta il rischio (le ulcere, spesso alle dita, possono evolvere in gangrena), ed entrambi i medicinali vengono sospesi se i segni progrediscono. Diabete, ipertensione e precedente malattia vascolare o vasculitica sono fattori di rischio.
  • Siklos: usare con cautela nei pazienti con ulcere alle gambe, una complicanza comune dell’anemia falciforme che è stata segnalata anche con l’idrossicarbamide. Sospendere o ridurre la dose se si sviluppa ulcerazione vasculitica cutanea.

Tumori secondari e protezione della pelle

L’idrossicarbamide è genotossica in un’ampia gamma di sistemi di test e si presume sia cancerogena. Dopo uso a lungo termine nelle malattie mieloproliferative sono state segnalate leucemia secondaria (non è noto se ne sia responsabile il medicinale o la malattia) e cancro della pelle. I pazienti devono proteggere la pelle dal sole, controllarla durante e dopo il trattamento ed essere sottoposti a controlli per tumori secondari durante il follow-up. Il RCP di Hydrea consiglia di considerare un altro trattamento se si riscontra un cancro della pelle o una displasia epiteliale, con il follow-up dermatologico che prosegue in seguito.

Polmone, sangue e altre avvertenze

  • Malattia polmonare interstiziale (fibrosi polmonare, infiltrazione, pneumonite, alveolite): è stata segnalata nei pazienti trattati per neoplasie mieloproliferative e può essere fatale. Febbre, tosse, dispnea o altri sintomi respiratori richiedono un’indagine tempestiva; la sospensione dell’idrossicarbamide e la somministrazione di corticosteroidi sembrano risolvere gli eventi.
  • Anemia emolitica: è stata segnalata nella malattia mieloproliferativa. Un’anemia persistente deve indurre a ricercare un’emolisi, e l’idrossicarbamide viene sospesa se questa è confermata.
  • Macrocitosi: può mascherare una carenza di acido folico o di vitamina B12. I livelli di acido folico devono essere controllati regolarmente con Hydrea, e il RCP di Siklos raccomanda acido folico profilattico.
  • Liquidi: mantenere l’assunzione di liquidi e assicurare una diuresi abbondante, soprattutto all’inizio.
  • Radioterapia: una precedente radioterapia può provocare una riacutizzazione dell’eritema da radiazioni. I sintomi gastrici gravi con il trattamento combinato di solito rispondono all’interruzione dell’idrossicarbamide; la mucosite viene gestita con anestetici topici e analgesici orali, con interruzione temporanea se grave e rinvio della radioterapia se estremamente grave.
  • Deficit di cellule staminali limbari: i pazienti con visione ridotta, fotofobia, arrossamento o dolore oculare devono rivolgersi a un oculista, e se il deficit è confermato va valutata la sospensione (Siklos).
  • Uso sicuro: i pazienti o chi li assiste devono essere in grado di seguire le istruzioni per la somministrazione, il monitoraggio e la cura (Siklos).

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Hydrea: l’idrossicarbamide può causare danni al feto ed è un potente teratogeno negli animali (malformazioni nella prole di coniglio e topo a circa un terzo e al doppio della dose massima nell’uomo). Le donne in età fertile devono evitare la gravidanza e informare subito il medico se si verifica; una paziente trattata in gravidanza deve essere informata del potenziale danno al feto. Passa nel latte materno, e il paragrafo 4.6 indica di scegliere tra la sospensione di Hydrea e la sospensione dell’allattamento, mentre il paragrafo 4.3 elenca gravidanza e allattamento come controindicazioni, pertanto occorre consultare il RCP. Negli uomini possono verificarsi azoospermia o oligospermia, talvolta reversibili, e gli uomini devono essere informati sulla conservazione dello sperma. Gli uomini devono usare una contraccezione affidabile durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo, e le donne in età fertile una contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo.
  • Siklos: non raccomandato in gravidanza, e nelle donne in età fertile è fortemente raccomandata una contraccezione efficace. I pazienti di entrambi i sessi che desiderano concepire dovrebbero, se possibile, sospendere da 3 a 6 mesi prima, valutando il rischio rispetto al passaggio a un programma trasfusionale. L’allattamento deve essere interrotto. La fertilità maschile può essere compromessa (oligospermia e azoospermia reversibili sono molto comuni).
  • Xromi: controindicato in gravidanza e durante l’allattamento; per i consigli su contraccezione e fertilità vedere il suo RCP.

Eccipienti

Ogni capsula di Hydrea contiene lattosio (40,1 mg): i pazienti con intolleranza ereditaria al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumerla. Ogni capsula contiene inoltre 11,7 mg di sodio, pari allo 0,6% dell’assunzione giornaliera massima di sodio di 2 g raccomandata dall’OMS per gli adulti.

Effetto sulla guida

Siklos ha un’influenza minore sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari; i pazienti che avvertono capogiro non devono guidare né usare macchinari. I RCP di Hydrea e di Xromi riportano le proprie indicazioni.

Condizioni di conservazione

  • Capsule di Hydrea: non conservare a temperatura superiore a 25 °C; conservare nella confezione originale.
  • Compresse di Siklos: conservare a temperatura inferiore a 30 °C. Le compresse divise non utilizzate vengono rimesse nel flacone (chiusura a prova di bambino, unità essiccante) e utilizzate entro tre mesi.
  • Soluzione orale di Xromi: conservare in frigorifero a 2–8 °C. Essendo un prodotto refrigerato, richiede una gestione in catena del freddo durante il trasporto e lo stoccaggio.

Durata di conservazione

  • Capsule di Hydrea: 3 anni.
  • Compresse di Siklos: 3 anni; compresse divise non utilizzate entro tre mesi.
  • Soluzione orale di Xromi: 2 anni se non aperta e 12 settimane dopo la prima apertura.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo su prescrizione medica (Rx). Siklos è soggetto a prescrizione medica limitativa (Allegato II B) e viene iniziato da un medico esperto nella gestione della sindrome falciforme; Xromi è supervisionato da un medico o da un altro operatore sanitario esperto nell’anemia falciforme. Le capsule, le compresse e la soluzione orale vengono assunte a casa, pertanto sono fornite su prescrizione al paziente o alla clinica che lo ha in cura; la soluzione orale di Xromi viene consegnata in catena del freddo (2–8 °C).

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Fonte delle informazioni

Le informazioni su questo prodotto si basano su:

DrugBank — Hydroxyurea (DB01005); EMA SmPC — Siklos and Xromi; AEMPS SmPC — Hydrea 500 mg hard capsules

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