Dostarlimab

Inibitore di PD-1 (anticorpo monoclonale)

Dostarlimab è un anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato che si lega al recettore della proteina 1 di morte cellulare programmata (PD-1) sui linfociti T e ne blocca l’interazione con i ligandi PD-L1 e PD-L2, rimuovendo il freno che i tumori esercitano sulla risposta immunitaria antitumorale. Nell’UE è autorizzato per gli adulti con carcinoma dell’endometrio: insieme a carboplatino e paclitaxel per il trattamento di prima linea della malattia primaria avanzata o ricorrente nei pazienti candidati alla terapia sistemica, e in monoterapia per la malattia ricorrente o avanzata con deficit del sistema di riparazione del mismatch (dMMR) o instabilità dei microsatelliti elevata (MSI-H) progredita durante o dopo un regime contenente platino. Viene somministrato per infusione endovenosa della durata di 30 minuti, ogni 3 settimane all’inizio e poi ogni 6 settimane, sotto la supervisione di uno specialista esperto nel trattamento del cancro. Poiché rimuove un checkpoint immunitario, il suo principale problema di sicurezza sono le reazioni avverse immuno-correlate, che possono interessare qualsiasi organo, possono essere gravi o fatali e possono comparire dopo la sospensione del trattamento.

Disponibile con i seguenti nomi commerciali

Questo principio attivo è commercializzato con i seguenti nomi commerciali, a seconda della regione e del produttore:

  • Jemperli ®

I nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Pharmalogistic non rappresenta, produce né distribuisce i prodotti di marca sopra elencati.

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Domande frequenti

Dostarlimab: a cosa serve?

Dostarlimab è un anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato che si lega al recettore della proteina 1 di morte cellulare programmata (PD-1) sui linfociti T e ne blocca l’interazione con i ligandi PD-L1 e PD-L2, rimuovendo il freno che i tumori esercitano sulla risposta immunitaria antitumorale.

Dostarlimab: è necessaria una prescrizione?

Sì. Dostarlimab è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Dostarlimab: come deve essere conservato?

Conservare Dostarlimab a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Dopo la diluizione: 96 ore a 2–8 °C seguite da 6 ore a temperatura ambiente (fino a 25 °C), calcolate dalla preparazione fino al termine della somministrazione; non congelare la soluzione diluita.

Dostarlimab: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

Sì. Dostarlimab deve essere mantenuto a 2–8 °C; non congelare; proteggere dalla luce, pertanto viene spedito in imballaggi isolanti con elementi refrigeranti dimensionati per l'intero tempo di transito, in modo da mantenere la catena del freddo ininterrotta dalla partenza alla consegna.

Dostarlimab: con quali nomi commerciali viene venduto?

Dostarlimab è commercializzato come Jemperli, a seconda del Paese e del produttore. I nomi commerciali sono marchi dei rispettivi proprietari; Pharmalogistic non rappresenta né distribuisce i prodotti di marca.

Dostarlimab: quali dosaggi sono disponibili?

Dostarlimab è disponibile nei seguenti dosaggi: 500 mg/10 ml (50 mg/ml) concentrato per soluzione per infusione. Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Dostarlimab: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Dostarlimab è di 5 anni (flaconcino non aperto) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

Dostarlimab è un anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato prodotto con la tecnologia del DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese. Agisce sul recettore PD-1, un checkpoint immunitario sui linfociti T che i tumori possono utilizzare per attenuare l’attacco immunitario; il suo blocco permette ai linfociti T di tornare ad agire contro il cancro. Nell’UE è utilizzato nel carcinoma dell’endometrio, insieme alla chemioterapia nella malattia primaria avanzata o ricorrente e da solo nei tumori con deficit del sistema di riparazione del mismatch (dMMR) o instabilità dei microsatelliti elevata (MSI-H).

Meccanismo d’azione

  • Blocco di PD-1: dostarlimab si lega al recettore PD-1 e ne impedisce l’interazione con i suoi due ligandi, PD-L1 e PD-L2.
  • Riattivazione dei linfociti T: il legame di questi ligandi a PD-1 frena la proliferazione dei linfociti T e la produzione di citochine. Il blocco della via ripristina funzioni dei linfociti T quali la proliferazione, la produzione di citochine e l’attività citotossica, e rafforza le risposte immunitarie antitumorali. In modelli tumorali murini con sistema immunitario intatto, il blocco di PD-1 ha ridotto la crescita tumorale.
  • Deficit del sistema di riparazione del mismatch: i tumori dMMR o MSI-H possono aumentare l’espressione dei ligandi di PD-1, per cui la via rappresenta un bersaglio particolare in questi tumori. Per l’indicazione in monoterapia lo stato del tumore deve essere stabilito con un test validato.
  • Effetti immuno-correlati: la via di PD-1 contribuisce anche a tenere sotto controllo le risposte immunitarie contro i tessuti normali, perciò il suo blocco può causare reazioni avverse immuno-correlate in qualsiasi organo (vedere Avvertenze speciali).

Farmacocinetica

  • Assorbimento: non applicabile, perché dostarlimab viene infuso in una vena. La concentrazione di picco e l’esposizione totale aumentano approssimativamente in proporzione alla dose. Con i regimi raccomandati la concentrazione minima si accumula circa due volte, in linea con l’emivita terminale, e l’esposizione è simile sia che dostarlimab sia somministrato da solo sia con carboplatino e paclitaxel.
  • Distribuzione: il volume di distribuzione medio allo stato stazionario è di circa 5,8 l.
  • Metabolismo: in quanto anticorpo IgG4, si prevede che dostarlimab venga degradato nei lisosomi in piccoli peptidi, aminoacidi e piccoli carboidrati, che vengono escreti dal rene oppure restituiti al pool di nutrienti dell’organismo. Non è un substrato degli enzimi del citocromo P450 né dei trasportatori attivi.
  • Eliminazione: la clearance media allo stato stazionario è di circa 0,007 l/h e l’emivita di circa 23,2 giorni. La clearance era inferiore di circa il 7,8% con carboplatino e paclitaxel, senza un effetto significativo sull’esposizione.
  • Esposizione e risposta: il raddoppio dell’esposizione non ha prodotto differenze clinicamente significative di efficacia o sicurezza, e la completa occupazione del recettore PD-1 è stata mantenuta per tutto l’intervallo tra le dosi con i regimi raccomandati.
  • Popolazioni particolari: non si raccomanda alcun aggiustamento della dose in base all’età (65 anni o più), a compromissione renale lieve o moderata o a compromissione epatica lieve. I dati sono limitati nei pazienti di 75 anni o più, nella compromissione renale grave o nella malattia renale terminale in dialisi e nella compromissione epatica moderata, e assenti nella compromissione epatica grave.

Indicazioni

  • Trattamento di prima linea del carcinoma dell’endometrio (EC) primario avanzato o ricorrente: in associazione a carboplatino e paclitaxel, in adulti candidati alla terapia sistemica.
  • Carcinoma dell’endometrio dMMR/MSI-H dopo terapia con platino: in monoterapia, in adulti con EC ricorrente o avanzato con deficit del sistema di riparazione del mismatch (dMMR) o instabilità dei microsatelliti elevata (MSI-H) progredito durante o dopo un precedente trattamento con un regime contenente platino.

Lo stato dMMR/MSI-H del tumore viene determinato con un metodo validato come l’immunoistochimica (IHC), la reazione a catena della polimerasi (PCR) o il sequenziamento di nuova generazione (NGS).

Controindicazioni

  • Ipersensibilità a dostarlimab o a uno qualsiasi degli eccipienti (citrato trisodico diidrato, acido citrico monoidrato, L-arginina cloridrato, sodio cloruro, polisorbato 80).

Effetti indesiderati

Dostarlimab è più comunemente associato a reazioni avverse immuno-correlate. La maggior parte di esse, comprese quelle gravi, si è risolta una volta avviato un trattamento medico appropriato o sospeso dostarlimab. Le frequenze riportate di seguito provengono da due gruppi: 605 pazienti con carcinoma dell’endometrio o altri tumori solidi avanzati che hanno ricevuto dostarlimab da solo nello studio GARNET (durata mediana del trattamento 24 settimane) e 241 pazienti con carcinoma dell’endometrio primario avanzato o ricorrente che lo hanno ricevuto con carboplatino e paclitaxel nello studio RUBY (durata mediana del trattamento 43 settimane). Vengono conteggiati tutti gli eventi avversi, qualunque ne sia la causa.

In monoterapia le reazioni più comuni (più del 10%) sono state anemia (28,6%), diarrea (26,0%), nausea (25,8%), vomito (19,0%), artralgia (17,0%), prurito (14,2%), eruzione cutanea (13,2%), piressia (12,4%), aspartato aminotransferasi aumentata (11,2%) e ipotiroidismo (11,2%). Il trattamento è stato interrotto definitivamente a causa di reazioni avverse nel 6,3% dei pazienti e l’11,2% ha avuto reazioni gravi, per lo più immuno-correlate. Con carboplatino e paclitaxel le reazioni più comuni (10% o più) sono state eruzione cutanea (23,2%), eruzione cutanea maculo-papulare (14,5%), ipotiroidismo (14,5%), piressia (12,9%), alanina aminotransferasi aumentata (12,9%), aspartato aminotransferasi aumentata (12,0%) e cute secca (10,0%); il 5,0% ha interrotto definitivamente il trattamento, il 5,8% ha avuto reazioni gravi e la reazione grave più frequente (più dell’1%) è stata la piressia (2,9%).

Molto comuni (≥1/10): con dostarlimab da solo, anemia (compresa l’anemia emolitica autoimmune), ipotiroidismo, diarrea, nausea, vomito, eruzione cutanea, prurito, artralgia, piressia e aumento delle transaminasi; con carboplatino e paclitaxel, ipotiroidismo, eruzione cutanea (compresa l’eruzione cutanea maculo-papulare), cute secca, piressia e aumento dell’alanina e dell’aspartato aminotransferasi.

Comuni (≥1/100, <1/10): con dostarlimab da solo, ipertiroidismo, insufficienza surrenalica, polmonite (compresa la malattia polmonare interstiziale), colite, pancreatite, gastrite, epatite, mialgia, brividi e reazioni correlate all’infusione (compresa l’ipersensibilità); con carboplatino e paclitaxel, ipertiroidismo, polmonite, colite e pancreatite.

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): con dostarlimab da solo, tiroidite, ipofisite, diabete mellito di tipo 1, chetoacidosi diabetica, encefalite, miastenia gravis, uveite, esofagite, sindrome di Stevens-Johnson, artrite immuno-correlata, polimialgia reumatica, miosite immuno-correlata e nefrite; con carboplatino e paclitaxel, tiroidite, insufficienza surrenalica, diabete mellito di tipo 1, sindrome miastenica, sindrome di Guillain-Barré, uveite, miocardite, gastrite immuno-correlata, vasculite gastrointestinale, artrite immuno-correlata, miosite e sindrome da risposta infiammatoria sistemica.

Alcune delle voci relative alla combinazione, come miocardite, sindrome di Guillain-Barré, sindrome miastenica e sindrome da risposta infiammatoria sistemica, comprendono eventi identificati in altri studi clinici di dostarlimab in pazienti con tumori solidi.

Reazioni immuno-correlate. Nei dati aggregati della monoterapia (605 pazienti), le reazioni immuno-correlate sono state conteggiate quando raggiungevano il grado 2 o superiore. Comprendevano ipotiroidismo nel 7,6% (tutti di grado 2), artralgia nel 5,6%, eruzione cutanea nel 5,1% (di grado 3 nell’1,5%), polmonite nel 2,3% (di grado 3 nello 0,8%, di grado 4 nello 0,2%; interruzione definitiva nell’1,3%), ipertiroidismo nel 2,3%, colite nell’1,3%, insufficienza surrenalica nell’1,2%, reazioni correlate all’infusione, compresa l’ipersensibilità, nell’1,0%, epatite nello 0,5% (tutte di grado 3), tiroidite nello 0,5% e nefrite nello 0,5%. Anticorpi anti-farmaco sono comparsi durante il trattamento nel 2,5% di 315 pazienti valutabili nello studio GARNET (anticorpi neutralizzanti nell’1,3%) e in nessuno dei 225 pazienti valutabili nello studio RUBY, senza evidenza di un effetto sull’efficacia o sulla sicurezza.

La sicurezza non differiva complessivamente tra i pazienti di 65 anni o più e quelli più giovani. Altri inibitori del checkpoint immunitario sono stati associati a celiachia e a insufficienza pancreatica esocrina, che potrebbero comparire anche con dostarlimab.

Interazioni farmacologiche

Non sono stati condotti studi di interazione con dostarlimab, e l’RCP non cita alcun medicinale specifico che interagisca.

  • Citocromo P450 e trasportatori: gli anticorpi monoclonali come dostarlimab non sono substrati degli enzimi del citocromo P450 né dei trasportatori di principi attivi, perciò non è prevista un’interazione farmacocinetica con medicinali a basso peso molecolare.
  • Citochine: dostarlimab non è una citochina ed è improbabile che moduli le citochine.
  • Clearance degli anticorpi: non vi è evidenza di un’interazione mediata dalla clearance lisosomiale aspecifica degli anticorpi.
  • Carboplatino e paclitaxel: quando somministrati insieme, la clearance di dostarlimab era inferiore di circa il 7,8%, senza un effetto significativo sull’esposizione.

Somministrazione e posologia

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da medici specialisti esperti nel trattamento del cancro. Dostarlimab è destinato esclusivamente all’infusione endovenosa: viene diluito prima dell’uso e somministrato con una pompa per infusione in 30 minuti. Non deve essere somministrato come iniezione endovenosa rapida o in bolo. Quando si applica l’indicazione in monoterapia, lo stato dMMR/MSI-H del tumore viene stabilito in precedenza con un test validato.

Dose con carboplatino e paclitaxel

  • 500 mg ogni 3 settimane insieme a carboplatino e paclitaxel ogni 3 settimane per 6 cicli, poi 1.000 mg ogni 6 settimane in monoterapia per tutti i cicli successivi. La prima dose da 1.000 mg segue di 3 settimane il sesto ciclo.
  • Dostarlimab viene somministrato prima di carboplatino e paclitaxel nello stesso giorno. Per il loro dosaggio si applicano gli RCP di carboplatino e paclitaxel.
  • Il trattamento prosegue fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile, oppure per un massimo di 3 anni.

Dose in monoterapia

  • 500 mg ogni 3 settimane per 4 cicli, poi 1.000 mg ogni 6 settimane per tutti i cicli successivi. La prima dose da 1.000 mg segue di 3 settimane il quarto ciclo.
  • Il trattamento prosegue fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.

Modifiche della dose

  • La riduzione della dose non è raccomandata. La somministrazione può essere ritardata o interrotta in base alla sicurezza e alla tollerabilità individuali; l’RCP contiene una tabella di azioni raccomandate per specifiche reazioni immuno-correlate.
  • Le reazioni immuno-correlate vengono gestite sospendendo o interrompendo definitivamente dostarlimab e somministrando corticosteroidi (vedere Avvertenze speciali). Qualsiasi reazione immuno-correlata ricorrente di grado 3 e qualsiasi reazione di grado 4 comportano l’interruzione definitiva, ad eccezione delle endocrinopatie controllate con ormoni sostitutivi e salvo diversa indicazione della tabella dell’RCP.
  • In caso di reazione correlata all’infusione grave (grado 3) o pericolosa per la vita (grado 4), l’infusione viene interrotta e il trattamento viene sospeso definitivamente.

Popolazioni speciali

  • Anziani: nessun aggiustamento della dose nei pazienti di 65 anni o più; i dati clinici sono limitati nei pazienti di 75 anni o più.
  • Compromissione renale: nessun aggiustamento nella compromissione lieve o moderata; dati limitati nella compromissione grave o nella malattia renale terminale in dialisi.
  • Compromissione epatica: nessun aggiustamento nella compromissione lieve; dati limitati nella compromissione moderata e assenti nella grave.
  • Bambini e adolescenti: la sicurezza e l’efficacia al di sotto dei 18 anni non sono state stabilite. Uno studio su dostarlimab con niraparib in bambini di età compresa tra 5 e meno di 18 anni con tumori solidi ricorrenti o refrattari (al di fuori delle indicazioni autorizzate) era troppo limitato per dimostrare che i benefici superino i rischi.

Avvertenze speciali

Tracciabilità

Il nome commerciale e il numero di lotto di ogni dose somministrata devono essere registrati chiaramente.

Reazioni avverse immuno-correlate

  • Ambito: le reazioni immuno-correlate possono essere gravi o fatali, possono interessare qualsiasi organo o tessuto e più di un apparato dell’organismo contemporaneamente, e di solito si verificano durante il trattamento ma possono comparire anche dopo la sua sospensione.
  • Monitoraggio: i pazienti vengono monitorati per rilevare sintomi e segni. Emocromo e chimica clinica, compresa la funzionalità epatica, renale e tiroidea, vengono controllati all’inizio e periodicamente. Una reazione sospetta richiede un’adeguata valutazione, inclusa la consulenza specialistica.
  • Trattamento: in base alla gravità, dostarlimab viene sospeso o interrotto definitivamente e vengono somministrati corticosteroidi (da 1 a 2 mg/kg/die di prednisone o equivalente) o altra terapia adeguata. Quando la reazione migliora al grado 1 o inferiore, il corticosteroide viene ridotto gradualmente in 1 mese o più. Se i corticosteroidi non controllano la reazione, si possono considerare altri immunosoppressori sistemici. Per le endocrinopatie si somministra terapia ormonale sostitutiva secondo necessità.
  • Interruzione definitiva: qualsiasi reazione immuno-correlata ricorrente di grado 3 e qualsiasi reazione di grado 4, ad eccezione delle endocrinopatie controllate con ormoni sostitutivi e salvo diversa indicazione della tabella dell’RCP.

Reazioni immuno-correlate specifiche per organo

  • Polmonite: i pazienti vengono monitorati per rilevare segni e sintomi; una sospetta polmonite viene confermata con esami di imaging e vengono escluse altre cause.
  • Colite: i pazienti vengono monitorati per rilevare segni e sintomi; la gestione comprende modifiche del trattamento, farmaci antidiarroici e corticosteroidi.
  • Epatite: la funzionalità epatica viene monitorata periodicamente secondo indicazione clinica.
  • Endocrinopatie: sono stati segnalati ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite, ipofisite, diabete mellito di tipo 1 (compresa la chetoacidosi diabetica) e insufficienza surrenalica. La funzionalità tiroidea viene controllata prima e periodicamente durante il trattamento, l’ipotiroidismo può seguire l’ipertiroidismo e i pazienti vengono osservati per rilevare segni di insufficienza surrenalica.
  • Nefrite: la funzionalità renale viene monitorata.
  • Reazioni cutanee: è stata segnalata eruzione cutanea immuno-correlata, compreso il pemfigoide. La sindrome di Stevens-Johnson, che può essere pericolosa per la vita o fatale, è stata segnalata con dostarlimab, e la necrolisi epidermica tossica con gli inibitori di PD-1. I pazienti devono conoscere i segni delle reazioni cutanee gravi e rivolgersi subito a un medico; i casi sospetti vengono inviati a uno specialista. Si raccomanda cautela nei pazienti che hanno avuto una reazione cutanea grave o pericolosa per la vita con altri antitumorali immunostimolanti.
  • Artralgia: i pazienti vengono monitorati e, quando si sospetta un’artralgia immuno-correlata, vengono escluse altre cause.
  • Altre reazioni: possono verificarsi miosite, miocardite, encefalite, neuropatia demielinizzante (compresa la sindrome di Guillain-Barré) e sarcoidosi. Encefalite, anemia emolitica autoimmune, pancreatite, iridociclite e uveite sono state segnalate in meno dell’1% dei pazienti in monoterapia.

Reazioni correlate all’infusione

Possono verificarsi reazioni correlate all’infusione, che possono essere gravi. In caso di reazione grave (grado 3) o pericolosa per la vita (grado 4), l’infusione viene interrotta e il trattamento viene sospeso definitivamente.

Pazienti sottoposti a trapianto e trapianto di cellule staminali

  • Trapianto di organo solido: dopo la commercializzazione è stato segnalato rigetto in pazienti trattati con inibitori di PD-1 e dostarlimab può aumentare il rischio. Il beneficio viene valutato rispetto al rischio di rigetto dell’organo.
  • Trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche: nei pazienti sottoposti a trapianto prima o dopo un anticorpo bloccante PD-1/PD-L1 possono verificarsi complicanze fatali e altre complicanze gravi, tra cui la malattia del trapianto contro l’ospite (iperacuta, acuta e cronica), la malattia veno-occlusiva epatica dopo condizionamento a intensità ridotta e la sindrome febbrile che richiede steroidi senza una causa infettiva identificata. I pazienti vengono seguiti attentamente e il beneficio e il rischio dell’anticorpo vengono valutati.

Pazienti esclusi dagli studi

Lo studio GARNET ha escluso, tra gli altri, pazienti con un performance status ECOG pari o superiore a 2, metastasi del sistema nervoso centrale non controllate o meningite carcinomatosa, altre neoplasie maligne entro 2 anni, immunodeficienza o terapia immunosoppressiva entro 7 giorni, infezione attiva da HIV, da epatite B o da epatite C, malattia autoimmune attiva che ha richiesto un trattamento sistemico negli ultimi 2 anni, anamnesi di malattia polmonare interstiziale o un vaccino vivo entro 14 giorni. Lo studio RUBY ha escluso, tra gli altri, pazienti con un’altra neoplasia maligna concomitante o recente, metastasi del sistema nervoso centrale non controllate, infezione nota da HIV o epatite B o C attiva, immunodeficienza o terapia immunosoppressiva entro 7 giorni, un grave disturbo medico non controllato o un’infezione attiva che richiedeva una terapia sistemica, e un vaccino vivo da 30 giorni prima della prima dose fino a 180 giorni dopo l’ultima. Dopo un’attenta valutazione del possibile rischio aggiuntivo, dostarlimab può essere usato con un’adeguata gestione medica in tali pazienti.

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Contraccezione: le donne in età fertile devono usare una contraccezione efficace durante il trattamento e fino a 4 mesi dopo l’ultima dose.
  • Gravidanza: non vi sono dati o sono limitati. A causa del suo meccanismo, dostarlimab può causare danni al feto: l’inibizione della via PD-1/PD-L1 può aumentare il rischio di rigetto immuno-correlato del feto in sviluppo, con conseguente morte fetale, e gli anticorpi IgG4 attraversano la placenta. Non è raccomandato in gravidanza né nelle donne in età fertile che non usano una contraccezione efficace. Non sono stati condotti studi sulla riproduzione negli animali.
  • Allattamento: non è noto se dostarlimab sia escreto nel latte umano e non si può escludere un rischio per il neonato. Non deve essere usato durante l’allattamento, che deve essere evitato per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose.
  • Fertilità: non sono stati condotti studi sulla fertilità.

Polisorbato 80 e sodio

  • Ogni dose contiene polisorbato 80 (2 mg per flaconcino), che può causare reazioni allergiche.
  • Ogni dose da 500 mg contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio, cioè è essenzialmente priva di sodio. Può essere diluita in soluzione di sodio cloruro da 9 mg/ml (0,9%), il che è rilevante per i pazienti che seguono una dieta a controllo del sodio.

Effetti sulla capacità di guidare

Dostarlimab non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Condizioni di conservazione

Conservare i flaconcini in frigorifero a 2–8 °C. Non congelare. Tenere il flaconcino nel cartone originale per proteggerlo dalla luce. Dostarlimab è un prodotto a catena del freddo, perciò la temperatura deve essere mantenuta entro questo intervallo durante il trasporto e la conservazione. Ogni cartone contiene un flaconcino di vetro da 10 ml. Per la conservazione dopo la diluizione, vedere Durata di conservazione.

Durata di conservazione

  • Flaconcino non aperto: 5 anni.
  • Dopo la diluizione: la stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 96 ore a 2–8 °C seguite da 6 ore a temperatura ambiente (fino a 25 °C), dalla preparazione fino al termine della somministrazione.
  • Dal punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere usato immediatamente. In caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non supererebbero le 24 ore a 2–8 °C o le 6 ore a temperatura ambiente (fino a 25 °C), a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
  • La soluzione diluita non deve essere congelata. Se è stata refrigerata, deve raggiungere la temperatura ambiente prima dell’uso.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo su prescrizione medica (Rx), con prescrizione medica limitativa (Allegato II B): il trattamento è iniziato e supervisionato da un medico specialista esperto nel trattamento del cancro. Dostarlimab viene somministrato per infusione endovenosa in ospedale o in clinica, quindi viene fornito all’ospedale o alla clinica che lo somministra, con consegna in catena del freddo a 2–8 °C.

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Avviso importante

Le informazioni fornite su questo sito web sono esclusivamente a scopo informativo ed educativo generale e non costituiscono consigli medici, diagnosi o raccomandazioni terapeutiche. Queste informazioni non intendono sostituire la consultazione con un professionista sanitario qualificato. Consultate sempre il vostro medico, farmacista o altro operatore sanitario qualificato per qualsiasi domanda relativa a una condizione medica o a un farmaco. Non ignorate mai i consigli medici professionali e non rimandate la loro richiesta a causa di informazioni reperite su questo sito. La disponibilità dei prodotti, le indicazioni approvate e le informazioni di prescrizione possono variare da Paese a Paese. Molti farmaci elencati richiedono una prescrizione valida; quando è richiesta una prescrizione, essa deve essere valida nel Paese di destinazione e i prodotti devono essere utilizzati sotto controllo medico. Non procuriamo, spediamo né elenchiamo sostanze stupefacenti soggette alla legge austriaca sugli stupefacenti (Suchtmittelgesetz, SMG) o a regolamenti internazionali equivalenti.

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Fonte delle informazioni

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DrugBank — Dostarlimab (DB15627); EMA SmPC — Jemperli

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