Cisplatino

Composto del platino (chemioterapia citotossica)

Il cisplatino è un medicinale citotossico contenente platino che si lega al DNA e forma legami crociati all’interno dei suoi filamenti e tra di essi, bloccando la sintesi del DNA e uccidendo le cellule tumorali in divisione. È autorizzato a livello nazionale negli Stati membri dell’UE come concentrato da 1 mg/ml per soluzione per infusione e può essere usato da solo o in chemioterapia di associazione. Le informazioni nazionali sul prodotto qui utilizzate riportano il tumore del testicolo, dell’ovaio, della vescica, il carcinoma squamocellulare della testa e del collo, il carcinoma polmonare non a piccole cellule e a piccole cellule, tutti metastatici o in stadio avanzato, e il carcinoma della cervice uterina in associazione con la radioterapia. La soluzione diluita viene infusa in una vena in un periodo da 6 a 8 ore, con idratazione endovenosa prima e dopo la dose per proteggere i reni. Danno renale cumulativo, soppressione del midollo osseo, perdita dell’udito, danno ai nervi e nausea e vomito gravi ne sono le principali tossicità, perciò la funzione degli organi e l’emocromo vengono controllati ripetutamente durante il trattamento.

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Domande frequenti

Cisplatino: a cosa serve?

Il cisplatino è un medicinale citotossico contenente platino che si lega al DNA e forma legami crociati all’interno dei suoi filamenti e tra di essi, bloccando la sintesi del DNA e uccidendo le cellule tumorali in divisione.

Cisplatino: è necessaria una prescrizione?

Sì. Cisplatino è un medicinale soggetto a prescrizione medica. È necessaria una prescrizione valida rilasciata da un medico abilitato e, prima di ogni spedizione, verifichiamo le norme sulla prescrizione in vigore nel Paese di destinazione.

Cisplatino: come deve essere conservato?

Conservare Cisplatino a Sotto i 25 °C; non refrigerare né congelare; proteggere dalla luce, nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini. Dopo il primo utilizzo: Soluzione diluita: stabile per 24 ore a 20–25 °C, protetta dalla luce; non refrigerare né congelare; da un punto di vista microbiologico, usare immediatamente.

Cisplatino: richiede una spedizione refrigerata (catena del freddo)?

No. Cisplatino è stabile a Sotto i 25 °C; non refrigerare né congelare; proteggere dalla luce, pertanto è sufficiente un imballaggio protettivo standard; durante il trasporto viene comunque protetto da calore e umidità.

Cisplatino: quali dosaggi sono disponibili?

Cisplatino è disponibile nei seguenti dosaggi: 50 mg/50 ml (1 mg/ml) concentrato per soluzione per infusione, 100 mg/100 ml (1 mg/ml) concentrato per soluzione per infusione. Il dosaggio appropriato e lo schema posologico sono stabiliti dal medico curante.

Cisplatino: qual è la sua durata di conservazione?

La durata di conservazione di Cisplatino è di 2 anni (flaconcini da 50 ml e da 100 ml non aperti) se conservato come raccomandato. Non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Informazioni mediche e linee guida

Farmacologia, indicazioni e profilo di sicurezza di questo principio attivo

Azione farmacologica

Il cisplatino è un complesso inorganico del platino (cis-diamminodicloroplatino(II)) il cui effetto citotossico è simile a quello degli agenti alchilanti. La sua attività principale è l’inibizione della sintesi del DNA mediante legami crociati all’interno dei filamenti di DNA e tra di essi; la sintesi delle proteine e dell’RNA è inibita in misura minore.

Meccanismo d’azione

  • Legame al DNA: il cisplatino si lega alle basi del DNA, con preferenza per la posizione N-7 della guanina e dell’adenina, e crea legami crociati tra i filamenti. I filamenti non possono più separarsi, quindi la replicazione e la trascrizione del DNA non possono procedere e la cellula muore.
  • Indipendenza dal ciclo cellulare: l’attività non sembra dipendere da una particolare fase del ciclo cellulare.
  • Altre azioni: l’effetto antitumorale comprende altre attività, come l’aumento dell’immunogenicità del tumore. Il cisplatino ha anche proprietà immunosoppressive, radiosensibilizzanti e antibatteriche.

Farmacocinetica

  • Distribuzione: dopo somministrazione endovenosa, il cisplatino si distribuisce rapidamente in tutti i tessuti, ma penetra pochissimo nel sistema nervoso centrale. Le concentrazioni più elevate si raggiungono nel fegato, nei reni, nella vescica, nel muscolo, nella cute, nei testicoli, nella prostata, nel pancreas e nella milza, e il platino rimane nei tessuti fino a 180 giorni dopo l’ultima dose. Il volume di distribuzione allo steady state è di 11–12 l/m².
  • Legame alle proteine: circa il 90% del platino nel plasma è legato alle proteine (albumina, transferrina e gammaglobulina). Questi complessi platino-proteine non si dissociano in misura significativa e vengono eliminati lentamente.
  • Eliminazione: il platino non legato, filtrabile, viene eliminato in due fasi, con un’emivita iniziale di 10–20 minuti e un’emivita terminale di 32–53 minuti. Per il platino totale l’emivita varia ampiamente tra individui e studi; la maggior parte degli studi riporta circa 5 giorni o più.
  • Escrezione: l’eliminazione avviene principalmente attraverso le urine, che contengono il 27–43% della dose nei primi cinque giorni; il platino viene escreto anche nella bile. La clearance renale del platino libero supera la velocità di filtrazione glomerulare, il che indica che il rene lo secerne anche attivamente.
  • Popolazioni speciali: la dose viene ridotta in caso di disfunzione renale o depressione del midollo osseo (vedere Somministrazione e posologia).

Indicazioni

Il cisplatino può essere usato da solo o in associazione con altra chemioterapia. Le indicazioni riportate di seguito seguono l’RCP di un medicinale generico autorizzato a livello nazionale disponibile per questa pagina (Spagna); la formulazione può differire leggermente tra gli Stati membri.

  • Tumore del testicolo: metastatico o in stadio avanzato.
  • Tumore dell’ovaio: metastatico o in stadio avanzato.
  • Carcinoma della vescica: metastatico o in stadio avanzato.
  • Tumore della testa e del collo: carcinoma squamocellulare della testa e del collo metastatico o in stadio avanzato.
  • Tumore del polmone: carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico o in stadio avanzato e carcinoma polmonare a piccole cellule metastatico o in stadio avanzato.
  • Carcinoma della cervice uterina: in associazione con la radioterapia.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al cisplatino, ad altri composti contenenti platino o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Disfunzione renale (clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min), perché il cisplatino è nefrotossico.
  • Disidratazione, perché l’idratazione prima e dopo la dose è necessaria per prevenire una grave disfunzione renale.
  • Mielosoppressione.
  • Compromissione dell’udito, perché il cisplatino è neurotossico e in particolare ototossico.
  • Neuropatia causata dal cisplatino.
  • Associazione con il vaccino contro la febbre gialla.
  • Allattamento: le pazienti trattate con cisplatino non devono allattare.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose e possono essere cumulativi. Le reazioni segnalate più spesso (in più del 10% dei pazienti) sono di natura ematologica (leucopenia, trombocitopenia, anemia), gastrointestinale (anoressia, nausea, vomito, diarrea), compromissione dell’udito, renale (insufficienza renale, nefrotossicità, iperuricemia) e febbre. Gravi effetti tossici sui reni, sul midollo osseo e sulle orecchie si verificano in un massimo di un terzo dei pazienti dopo una singola dose; sono in genere correlati alla dose e cumulativi, e sono comparsi effetti a distanza di mesi o anni dalla somministrazione.

I gruppi di frequenza riportati di seguito seguono la tabella dell’RCP, che si basa su studi clinici e segnalazioni successive alla commercializzazione.

Molto comuni (≥1/10): insufficienza midollare, trombocitopenia, leucopenia, anemia; iponatriemia; febbre.

Comuni (≥1/100, <1/10): sepsi; neurotossicità; aritmia, bradicardia, tachicardia; flebite, tromboembolia venosa; dispnea, polmonite, insufficienza respiratoria; eritema, ulcera cutanea, edema localizzato e dolore (in sede di infusione).

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): ipomagnesiemia; ototossicità; produzione anomala di spermatozoi e ovulazione; ginecomastia.

Rari (≥1/10.000, <1/1.000): leucemia acuta; immunosoppressione; ipercolesterolemia; crisi convulsiva, neuropatia periferica, leucoencefalopatia, sindrome da encefalopatia posteriore reversibile; neurite ottica retrobulbare; infarto del miocardio, malattia delle arterie coronarie; ipertensione; stomatite; aumento dell’albumina nel sangue.

Molto rari (<1/10.000): microangiopatia trombotica con sindrome emolitico-uremica; reazione anafilattoide (per esempio edema del viso, respiro sibilante, broncospasmo, tachicardia); aumento del ferro nel sangue; convulsioni; arresto cardiaco.

Non nota: infezione (le complicanze infettive sono state fatali in alcuni pazienti); anemia emolitica con test di Coombs positivo; aumento dell’amilasi nel sangue; secrezione inappropriata di ormone antidiuretico; disidratazione, ipopotassiemia, ipofosfatemia, iperuricemia, tetania; ictus emorragico o ischemico, perdita del gusto (ageusia), arterite cerebrale, segno di Lhermitte, mielopatia, neuropatia autonomica; visione offuscata, disturbo della visione dei colori, cecità corticale, neurite ottica, papilledema, pigmentazione retinica; acufene, sordità; disturbo cardiaco; fenomeno di Raynaud; embolia polmonare; vomito, nausea, anoressia, singhiozzo, diarrea; eruzione cutanea, alopecia; spasmi muscolari; insufficienza renale acuta, insufficienza renale (aumento dell’urea e della creatinina, aumento dell’acido urico e/o riduzione della clearance della creatinina), disturbo tubulare renale; astenia, malessere, stravaso in sede di infusione (tossicità locale dei tessuti molli che può causare cellulite, fibrosi e necrosi); aumento degli enzimi epatici e della bilirubina.

Nella tabella dell’RCP le reazioni gastrointestinali e renali sono classificate con frequenza non nota, sebbene il riassunto di sicurezza le indichi tra le reazioni segnalate in più del 10% dei pazienti. Le più importanti reazioni gravi sono la tossicità renale cumulativa, la soppressione del midollo osseo, la perdita dell’udito, la neuropatia, le reazioni di tipo anafilattico e il danno tissutale dopo stravaso.

Interazioni farmacologiche

Molte interazioni riguardano medicinali che danneggiano anch’essi i reni o le orecchie, o che dipendono dal rene per l’eliminazione.

  • Medicinali nefrotossici (per esempio cefalosporine, aminoglicosidi, amfotericina B, mezzi di contrasto): aumentano gli effetti tossici del cisplatino sul rene.
  • Ifosfamide: la sua tossicità renale può essere maggiore quando viene usata con il cisplatino o dopo il cisplatino; aumenta l’escrezione di proteine nelle urine e può sommarsi alla perdita dell’udito correlata al cisplatino.
  • Medicinali eliminati principalmente dal rene (per esempio bleomicina e metotrexato): la loro eliminazione renale può essere ridotta, quindi si raccomanda cautela durante o dopo il trattamento con cisplatino. I livelli ematici di litio sono diminuiti in pochi pazienti trattati con cisplatino insieme a bleomicina ed etoposide, perciò i livelli di litio devono essere monitorati.
  • Medicinali ototossici (per esempio aminoglicosidi, diuretici dell’ansa): si sommano all’effetto tossico del cisplatino sull’udito. La diuresi forzata con diuretici dell’ansa deve essere evitata, per il possibile danno alle vie renali e l’ototossicità, tranne nei pazienti che ricevono più di 60 mg/m² di cisplatino e la cui diuresi è inferiore a 1.000 ml nelle 24 ore.
  • Antipertensivi contenenti furosemide, idralazina, diazossido o propranololo: possono intensificare la nefrotossicità del cisplatino.
  • Medicinali per la gotta (allopurinolo, colchicina, probenecid, sulfinpirazone): può essere necessario adeguarne la dose, perché il cisplatino aumenta l’acido urico sierico.
  • Vaccini: il vaccino contro la febbre gialla è assolutamente controindicato per il rischio di malattia sistemica vaccinale fatale, e dove disponibile si raccomanda un vaccino inattivato. Nei tre mesi successivi alla fine del trattamento con cisplatino non deve essere somministrato alcun vaccino a virus vivi.
  • Anticoagulanti orali (cumarinici come il warfarin): il monitoraggio dell’INR deve essere più frequente.
  • Antistaminici, buclizina, ciclizina, loxapina, meclozina, fenotiazine, tioxanteni e trimetobenzamidi: possono mascherare i sintomi di ototossicità come capogiro e acufene.
  • Anticonvulsivanti (per esempio fenitoina): le concentrazioni plasmatiche possono scendere a livelli subterapeutici, forse per ridotto assorbimento e/o aumentato metabolismo; le concentrazioni sieriche devono essere monitorate e la dose adeguata secondo necessità.
  • Piridossina con altretamina: in uno studio randomizzato sul carcinoma ovarico avanzato, la risposta alla terapia è stata influenzata negativamente dalla somministrazione concomitante di piridossina e altretamina (esametilmelamina) con cisplatino.
  • Taxani: il cisplatino somministrato prima di un’infusione di paclitaxel può ridurre la clearance del paclitaxel del 33% e quindi intensificare la neurotossicità. In uno studio su pazienti con tumori metastatici o in stadio avanzato, docetaxel con cisplatino ha causato effetti neurotossici più gravi (dose-correlati, sensitivi) rispetto al solo docetaxel a dosi simili.
  • Mielosoppressori e radiazioni: aumentano l’attività mielosoppressiva del cisplatino.
  • Bleomicina e vinblastina: l’associazione con cisplatino può portare al fenomeno di Raynaud.
  • Agenti chelanti come la penicillamina: possono ridurre l’efficacia del cisplatino.
  • Ciclosporina: deve essere considerata un’immunosoppressione eccessiva con rischio di linfoproliferazione.
  • Echinacea: DrugBank consiglia di evitarla.

Somministrazione e posologia

Il cisplatino può essere somministrato solo sotto la supervisione di un medico qualificato in oncologia con esperienza nella chemioterapia citotossica. Il concentrato da 1 mg/ml deve essere diluito prima dell’uso (vedere paragrafo 6.6 dell’RCP) e viene somministrato solo come infusione endovenosa della soluzione diluita in un periodo da 6 a 8 ore. Il cisplatino reagisce con l’alluminio formando un precipitato nero di platino, perciò è necessario evitare qualsiasi attrezzatura contenente alluminio che possa venire a contatto con la soluzione (set per infusione, aghi, cateteri, siringhe).

Dose raccomandata

La dose dipende dalla malattia principale, dalla risposta attesa e dal fatto che il cisplatino venga usato da solo o con altra chemioterapia. Gli schemi si applicano sia agli adulti sia ai bambini.

  • Come singolo agente (due schemi): una dose singola da 50 a 120 mg/m² di superficie corporea ogni 3–4 settimane; oppure da 15 a 20 mg/m² al giorno per 5 giorni, ogni 3–4 settimane.
  • In chemioterapia di associazione: la dose di cisplatino viene ridotta; una dose tipica è di 20 mg/m² o più una volta ogni 3–4 settimane.
  • Tumore della cervice uterina: somministrato con radioterapia; una dose tipica è di 40 mg/m² a settimana per 6 settimane.

Idratazione e diuresi forzata

È necessaria un’idratazione adeguata da 2 a 12 ore prima della dose fino ad almeno 6 ore dopo, in modo che durante e dopo il trattamento venga prodotta una quantità sufficiente di urina. Viene somministrata come infusione endovenosa di soluzione di sodio cloruro allo 0,9% o di una miscela 1:1 di sodio cloruro allo 0,9% e soluzione di glucosio al 5%.

  • Prima del cisplatino: 100–200 ml/ora in un periodo da 6 a 12 ore, per un totale di almeno 1 litro.
  • Dopo il cisplatino: ulteriori 2 litri a 100–200 ml/ora in un periodo da 6 a 12 ore.
  • Diuresi forzata: può essere necessaria se la diuresi rimane inferiore a 100–200 ml/ora dopo l’idratazione. Viene ottenuta con 37,5 g di mannitolo per via endovenosa (375 ml di una soluzione al 10%) oppure, se la funzione renale è normale, con un diuretico. Il mannitolo o un diuretico sono necessari anche ogni volta che la dose di cisplatino supera 60 mg/m².
  • Liquidi per bocca: il paziente deve bere grandi quantità di liquidi per 24 ore dopo l’infusione per mantenere un’adeguata diuresi.

Aggiustamenti della dose e ritrattamento

  • Nei pazienti con disfunzione renale o depressione del midollo osseo la dose deve essere ridotta in modo appropriato. L’RCP elenca tra le controindicazioni anche la compromissione renale (clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min) e la mielosoppressione.
  • Il ritrattamento viene rimandato finché la funzione renale, l’emocromo e l’udito non sono tornati ai valori riportati in Avvertenze speciali.

Popolazioni speciali

  • Bambini e adolescenti: gli schemi posologici si applicano agli adulti e ai bambini. L’ototossicità può essere più grave nei bambini ed è stata segnalata perdita dell’udito a insorgenza tardiva, perciò si raccomanda un follow-up a lungo termine.
  • Anziani e compromissione epatica: non è indicato alcun aggiustamento specifico della dose; la funzione epatica viene controllata a intervalli regolari.
  • Compromissione renale: vedere sopra e Controindicazioni.

Avvertenze speciali

Supervisione e monitoraggio

Il cisplatino viene somministrato solo sotto la supervisione di un medico qualificato in oncologia, dove siano disponibili adeguate strutture diagnostiche e terapeutiche. L’RCP lo descrive come un citostatico con una tossicità più marcata di quella abituale nella chemioterapia antitumorale, e la sua tossicità può aumentare con altri medicinali che danneggiano gli stessi organi.

Prima, durante e dopo ogni somministrazione vengono misurati i seguenti parametri, che poi vengono ripetuti ogni settimana per tutta la durata del trattamento: funzione renale, funzione epatica, emocromo (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) ed elettroliti sierici (calcio, sodio, potassio, magnesio). Il ritrattamento viene rimandato fino a quando:

  • la creatinina sierica è inferiore a 130 µmol/l (1,5 mg/dl);
  • l’urea è inferiore a 25 mg/dl;
  • la conta dei globuli bianchi è superiore a 4.000/µl;
  • le piastrine sono superiori a 100.000/µl;
  • l’audiogramma è normale.

Nefrotossicità

Il cisplatino causa una grave tossicità renale cumulativa. La diuresi forzata, mediante idratazione o idratazione più un diuretico, prima e dopo la dose riduce il rischio, e una diuresi di 100 ml/ora o più tende a minimizzarlo. Il paragrafo delle avvertenze raccomanda una pre-idratazione con 2 litri di una soluzione endovenosa idonea e un’idratazione simile dopo il cisplatino (2.500 ml/m² in 24 ore); se l’idratazione non riesce a produrre o a mantenere una diuresi adeguata, è consigliabile un diuretico osmotico come il mannitolo. Livelli elevati di acido urico (iperuricemia) e alterazioni dell’albumina possono predisporre alla nefrotossicità del cisplatino.

Ototossicità

L’ototossicità (acufene e/o perdita dell’udito alle alte frequenze, da 4.000 a 8.000 Hz) è stata osservata in un massimo del 31% dei pazienti dopo una singola dose di 50 mg/m², e occasionalmente l’udito si riduce nella normale gamma della conversazione. La perdita dell’udito può essere monolaterale o bilaterale e tende a diventare più frequente e più grave con dosi ripetute; la sordità è stata segnalata raramente dopo la prima dose. Può essere peggiorata da una precedente o contemporanea irradiazione cranica, può essere correlata al picco di concentrazione plasmatica e non è chiaro se sia reversibile. L’ototossicità può essere più grave nei bambini ed è stata segnalata perdita dell’udito a insorgenza tardiva nella popolazione pediatrica, perciò si raccomanda un follow-up a lungo termine. L’audiometria viene eseguita prima del trattamento e prima di ogni ciclo successivo. È stata segnalata anche tossicità vestibolare.

Neuropatia

Sono state segnalate neuropatie gravi. Possono essere irreversibili e manifestarsi con parestesie, perdita dei riflessi e perdita della propriocezione e della sensibilità vibratoria; è stata descritta anche perdita della funzione motoria. Un esame neurologico viene ripetuto a intervalli regolari, ed è necessaria particolare cautela nei pazienti con neuropatia periferica non causata dal cisplatino.

Reazioni di ipersensibilità

Come con altri prodotti a base di platino, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità (anafilattiche), nella maggior parte dei casi durante l’infusione. L’infusione viene interrotta e viene somministrato un appropriato trattamento sintomatico (antistaminici, adrenalina e/o glucocorticoidi). Sono state segnalate reazioni crociate, talvolta fatali, con tutti i composti del platino.

Nausea, vomito e perdita di liquidi

Possono verificarsi nausea e vomito gravi che richiedono un trattamento antiemetico. Nausea, vomito e diarrea seguono spesso la dose e di solito si risolvono entro 24 ore, anche se una nausea più lieve e l’anoressia possono continuare fino a sette giorni. Un antiemetico preventivo può essere utile, e i liquidi persi con il vomito e la diarrea devono essere reintegrati.

Midollo osseo e fegato

La mielosoppressione e le reazioni anafilattiche devono essere tenute sotto stretto controllo. La funzione epatica e l’emocromo vengono controllati a intervalli regolari.

Stravaso e reazioni in sede di infusione

In sede di infusione possono verificarsi reazioni, quindi durante la somministrazione la sede viene tenuta sotto stretta osservazione per rilevare un’infiltrazione. Non è noto alcun trattamento per le reazioni da stravaso. Se si verifica uno stravaso, l’infusione viene interrotta subito, l’ago viene lasciato in sede, il liquido stravasato viene aspirato dal tessuto e l’area viene lavata con soluzione di sodio cloruro allo 0,9%. È necessaria particolare cautela nei pazienti con infezioni batteriche o virali acute.

Potenziale cancerogeno

La leucemia acuta è stata osservata raramente in persone trattate con cisplatino, di solito quando era somministrato con altri agenti che possono causare leucemia. Il cisplatino è mutageno nei batteri e causa alterazioni cromosomiche in colture di cellule animali; la cancerogenicità è possibile ma non è stata dimostrata. È teratogeno ed embriotossico nel topo.

Gravidanza, allattamento e fertilità

  • Gravidanza: il cisplatino non deve essere usato a meno che non esista un trattamento alternativo più sicuro, il trattamento non possa essere rimandato a dopo la gravidanza e la valutazione del rapporto rischio-beneficio per la singola paziente ne supporti l’uso. I dati nelle donne in gravidanza sono assenti o insufficienti, ma le sue proprietà farmacologiche fanno sospettare che causi gravi difetti congeniti.
  • Contraccezione: le donne in età fertile devono usare una contraccezione efficace durante il trattamento e fino ad almeno 29 settimane (almeno 7 mesi) dopo l’ultima dose. Gli uomini con partner in età fertile devono farlo durante il trattamento e fino ad almeno 17 settimane (almeno 4 mesi) dopo l’ultima dose. Il paragrafo delle avvertenze dello stesso RCP indica almeno 6 mesi per entrambi i sessi.
  • Allattamento: le pazienti trattate con cisplatino non devono allattare.
  • Fertilità: nelle donne il cisplatino è stato associato a insufficienza ovarica dipendente dalla dose cumulativa, menopausa precoce e ridotta fertilità. Negli uomini sono state segnalate compromissione della produzione di spermatozoi e assenza di spermatozoi (azoospermia); la compromissione può essere reversibile. Uomini e donne devono chiedere consiglio sulla preservazione della fertilità prima del trattamento.

Contenuto di sodio

Ogni flaconcino da 50 ml contiene 177 mg di sodio (l’8,9% dell’assunzione massima giornaliera di 2 g raccomandata dall’OMS per un adulto) e ogni flaconcino da 100 ml contiene 354 mg (il 17,7%).

Effetti sulla capacità di guidare veicoli

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Effetti indesiderati come la tossicità renale possono avere un’influenza da lieve a moderata, e i pazienti che manifestano effetti indesiderati come sonnolenza o vomito devono evitare di guidare veicoli e usare macchinari.

Condizioni di conservazione

Conservare i flaconcini a una temperatura inferiore a 25 °C; non refrigerare né congelare. Tenere il flaconcino nella confezione esterna per proteggerlo dalla luce. Non usare la soluzione se non è limpida o se si è formato un precipitato insolubile. Le soluzioni diluite sono protette dalla luce e non vengono refrigerate né congelate (vedere Durata di conservazione). Non è necessaria la catena del freddo, ma i flaconcini non devono essere raffreddati né congelati durante il trasporto e la conservazione.

Il concentrato è fornito in flaconcini di vetro di tipo I da 50 ml o 100 ml con tappo di gomma clorobutilica privo di lattice, ghiera di alluminio e sigillo di plastica flip-off; potrebbero non essere commercializzate tutte le confezioni.

Durata di conservazione

Flaconcini da 50 ml e da 100 ml non aperti: 2 anni. Dopo diluizione nei liquidi per infusione descritti nel paragrafo 6.6 dell’RCP, la soluzione rimane stabile per 24 ore a temperatura ambiente (20–25 °C) e deve essere protetta dalla luce; le soluzioni diluite non devono essere refrigerate né congelate. Da un punto di vista microbiologico la soluzione diluita deve essere usata immediatamente; in caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e la diluizione deve avvenire in condizioni asettiche controllate e validate.

Condizioni di dispensazione in farmacia

Solo su prescrizione medica (Rx). Il cisplatino può essere somministrato solo sotto la supervisione di un medico qualificato in oncologia con esperienza nella chemioterapia. Il concentrato viene diluito e infuso per via endovenosa in un periodo da 6 a 8 ore insieme all’idratazione, quindi viene fornito all’ospedale o alla clinica che lo somministra. Viene conservato a temperatura ambiente (inferiore a 25 °C) e non viene spedito refrigerato né congelato.

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Avviso importante

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Fonte delle informazioni

Le informazioni su questo prodotto si basano su:

DrugBank — Cisplatin (DB00515); AEMPS SmPC — Cisplatino Pharmacia 1 mg/ml concentrado para solución para perfusión EFG

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